Appalti Polizia, il prefetto Fioriolli si difende: non potevo interferire

Appalti Polizia, il prefetto Fioriolli si difende: non potevo interferire

Il prefetto Oscar Fioriolli (nella foto), ex questore di Napoli, interrogato per due ore dal gip Claudia Piciotti, ha respinto con fermezza tutte le accuse e ha ribadito più volte non aver mai favorito in alcun modo aziende del gruppo Finmeccanica. I rapporti con alcuni dirigenti, ha chiarito, erano di mera conoscenza. Fioriolli, assistito dagli avvocati Alfonso Furgiuele e Fabio Carbonelli, ha evidenziato che la costruzione della cittadella della polizia, uno degli appalti oggetto nell’inchiesta, era stata deliberata dal ministero dell’Interno e il questore di Napoli non aveva alcun potere di accelerarne o bloccare la realizzazione del progetto. Al centro dell’interrogatorio anche i rapporti con Lucio Gentile, imprenditore che secondo l’accusa ha fatto da mediatore con Finmeccanica: di Gentile, ha spiegato il prefetto, aveva conosciuto molti anni fa il padre, ex poliziotto.
L’ex vice capo della Polizia, Nicola Izzo, coinvolto nell’inchiesta sugli appalti per la sicurezza a Napoli, che sarebbero stati truccati per favorire aziende del gruppo Finmeccanica, e che si è dimesso a novembre in seguito ad una lettera anonima sul malaffare nella gestione degli appalti al Viminale, ha ricevuto l’incarico di elaborare un progetto di riorganizzazione dell’esercizio delle funzioni di rete delle prefetture. «Non ha più, dunque, alcun incarico di carattere operativo», scrive il difensore di Izzo, l’avvocato Franco Coppi che per questo rigetta la richiesta di interdizione dai pubblici uffici, avanzata dalla Procura di Napoli. Izzo, scrive Coppi, «ha dismesso qualsiasi incarico ricollegabile alle funzioni di cui era titolare al momento dei fatti che lo riguardano e non ha alcun incarico di carattere operativo». Per questo: «Appare del tutto ingiustificato il provvedimento richiesto per la mancanza assoluta di qualsiasi esigenza cautelare». Izzo non si presenterà davanti al giudice delle indagini preliminari che aveva fissato il suo interrogatorio per il 16 gennaio. In una lettera al giudice Picciotti, l’avvocato Coppi spiega che «come già stabilito dalla Cassazione, il giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Napoli è territorialmente incompetente».

m.amelia

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