Appalto Cen 2/ Chiesta interdizione pubblici uffici per Izzo e Iurato

Tra gli indagati della procura di Napoli per le presunte irregolarità negli appalti per il Centro dati Cen della polizia a Napoli non figura il nome dell’ex vice capo vicario, Nicola Izzo. L’inchiesta per l’ex braccio destro di Antonio Manganelli è stata infatti trasferita per competenza da Napoli alla Procura di Roma. La decisione è avvenuta dopo un pronunciamento della Cassazione che a metà dello scorso dicembre ha accolto un ricorso dei legali di Izzo, gli avvocati Bruno Larosa e Franco Coppi. L’inchiesta nasce da un filone delle indagini su appalti Finmeccanica avviata dai pm partenopei. Izzo ha lasciato l’incarico di vice capo della polizia dopo la pubblicazione di un dossier anonimo nel quale veniva fatto anche il suo nome in relazione a presunte irregolarità nella realizzazione di appalti del ministero dell’Interno. Sulla vicenda, esplosa mentre era in corso a Roma l’assemblea generale di Interpol, sono state avviate inchieste amministrative del Viminale e della procura di Roma. Nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte irregolarità negli appalti per la costruzione del Cen, la Procura di Napoli ha chiesto l’interdizione dai pubblici uffici dei prefetti Nicola Izzo e Giovanna Iurato. Destinatario delle ordinanze in carcere, oltre a Mautone, Subbioni e Gualdaroni è Lucio Gentile; ai domiciliari, oltre a Fioriolli, Luigi De Simone, Guido Nasta e l’imprenditore pugliese Enrico Intini. Obbligo di presentazione alla pg per Roberto La Rocca, Fabrizio Zanella, Antonio Burinato e Paolo Gustuti.

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