Mar. Set 17th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

La vigilia di un’altra estate

di Gigi Casciello

CascielloInizio estate 1992: un maestro dell’arte poligrafica mi indica un cubo che solo perché avevo visto in foto riconobbi per un computer (era un Apple) e mi dice: “Con questo possiamo fare, anzi faremo il giornale”.
Ebbe ragione. Quel maestro era Angelo Romagnoli, un uomo che mi piace ricordare perché non c’è ricordo che valga senza volti e nomi definiti. In una notte riuscimmo a realizzare un supplemento dell’allora Giornale di Napoli. Ed in una sola notte cambiò la mia vita di giornalista ed anche del giornale nel quale lavoravo che dopo meno di due mesi chiuse in tutta fretta una ristrutturazione aziendale e tornò in edicola con un nuovo sistema editoriale grazie ai computer Apple. Fu il primo quotidiano italiano realizzato così, senza fotounità, senza tavoli luminosi sui quali impaginare il giornale. Ci fu naturalmente anche un dramma occupazionale perché le nuove tecnologie richiedevano meno personale poligrafico, nessun compositore ed alcun addetto ai fotoliti. Fu una rivoluzione e solo dopo mesi in altri giornali italiani seguirono la stessa strada. Il secondo, dopo Il Giornale di Napoli, fu La Libertà di Piacenza.
Sono trascorsi 20 anni e mi ritrovo alla vigilia di un’altra estate
che mi sorprende a percorrere una strada meno innovativa, il nostro non è il primo blog o quotidiano online, ma lo è di sicuro per uno come me che ha trascorso più di 30 dei suoi 49 anni a scrivere, fondare, dirigere ed immaginare giornali. Di carta, sempre e solo di carta perché noi ragazzi del secolo scorso, impastati di ideologie e di presunzioni libertarie, facciamo fatica a capire che nulla sarà più come prima, che il mondo corre verso altro con una velocità che va colta per non essere travolti.
Ero preso da questi ed altri pensieri quando Andrea Manzi mi ha raccontato dell’idea di “I Confronti”. Io ed Andrea siamo diversi, molto diversi ma l’aver messo la faccia e non solo, nella nostra ricerca di affermare un giornalismo libero anche nell’uso dei mezzi,  piuttosto che nell’esercizio dialettico demagogico, mi ha fatto dire subito, “ci sto”. E ci sto conl’irrequietezza, la passione di sempre ed un’ambizione in più: creare davvero una novità nell’omologato sistema editoriale italiano.

 

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