Armi sì, armi no: l’America si interroga e tenta di decidere

Armi sì, armi no: l’America si interroga e tenta di decidere
di Vincenzo Pascale (da NY City)
Foto: la7.it

Indignazione e paura sono i due sentimenti palpabili che l’America sta vivendo in queste ore. La strage di bambini nella scuola elementare di Newton in Connecticut ha segnato, forse, una svolta nella psiche americana. Il possesso di armi da fuoco, spesso armi da guerra, viene dibattuto a fondo sui media e dagli stessi politici, molti dei quali legatissimi alla lobby delle armi. Obama partecipando alla commemorazione delle vittime a Newton ha ribadito che è giunto il momento che il Paese cambi mentalità verso il possesso delle armi. Tanti elettori, genitori e cittadini si aspettano che l’America adotti questo provvedimento. Già altre volte in passato Obama aveva parlato della regolamentaione del mercato delle armi domestiche, ma nei fatti ben poco era accaduto. Ora anche gli accaniti sostenitori del possesso delle armi, tra i quali il capogruppo dei democratici al Senato, con grande cautela, ammettono che un dibattito franco ed onesto deve essere posto sul tavolo. Resta ora da capire quale saranno gli ambiti del discorso politico. La malattia mentale, spesso fattore decisivo nello scatenare immani stragi di innocenti, potrebbe fungere da paravento per scaricare sulla mancata diagnosi del soggetto il prestesto per non affrontare il problema del facile accesso alle armi da fuoco. Il tempo di agire è arrivato. L’America chiede a se stessa un sussulto di civilità. Intanto Bloomberg, sindaco di New York, tra i maggiori sostenitori del bando totale alle armi da fuoco già viene additato come il rappresentante di una coalizioni di sindaci di città che vuole limitare la libertà dell’America rurale. In quegli ambiti, i residenti sostengono che le armi sono utili non solo per la difesa personale ma spesso per fronteggiare i possibili assalti di animali feroci. Sappiamo che l’America rurale ha un peso politico a Washington non indifferente. Intanto, la paura cresce e i ragazzi in età scolare sono fortemente traumatizzati dalle immagini tarsmesse dai media. L’America è un paese in lutto e ferito profondamente nella psiche di tanti adolescenti.

redazioneIconfronti

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