Mer. Set 18th, 2019

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Arrestati finti avvocati che truffavano anziani con falsi assegni

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In manette sono finite sei persone con l’accusa di associazione per delinquere, truffa

Decine di anziani sono stati truffati da una banda di finti avvocati scoperta oggi dai carabinieri a Torre del Greco, nel Napoletano. I militari hanno arrestato sei persone con l’accusa di associazione per delinquere, truffa, sostituzione di persona e falso materiale. Il raggiro consisteva nel consegnare alle vittime falsi assegni per indennizzi relativi a incidenti stradali o procedimenti giudiziari facendosi poi pagare la parcella. Ogni componente della banda aveva un ruolo preciso: il capo dell’organizzazione, già in passato sottoposto agli arresti domiciliari per un altro reato, aveva il compito di pianificare i colpi; la consorte forniva gli stradari per meglio individuare le vittime; poi c’erano i due materiali esecutori di ogni singolo colpo, che prendevano contatto con i truffati, fino a convincerli a fidarsi per farsi consegnare somme di denaro in cambio di prestazioni inesistenti. L’organizzazione da settembre 2008 a marzo 2009 è stata capace di mettere a segno decine di colpi tra Torre del Greco (Napoli), Napoli e la provincia di Caserta. I carabinieri di Torre del Greco hanno eseguito sei ordinanze di custodia cautelare (quattro in carcere e due all’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria) emesse dal gip del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica oplontina. I destinatari dei provvedimenti sono tutti di Napoli: Gianmarco Amato (26 anni), Luigi Amato (57), la moglie Vittoria Mandato (56), Salvatore Manfredi (52), Marco Patella (24) e Domenico Solaro (23). Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe, sostituzione di persona e falsità materiale commessa da privato. I provvedimenti sono la conseguenza dell’attività investigativa coordinata dalla Procura di Torre Annunziata che, a seguito dell’analisi di numerose truffe, faceva emergere numerose similitudini in merito al modus operandi. Scoperto anche il modus operandi della banda: gli autori delle truffe erano soliti contattare le persone telefonicamente, spacciandosi come avvocato o assicuratore di parenti delle vittime, in favore dei quali avrebbero dovuto liquidare somme di denaro a titolo di indennizzo o risarcimento danni per incidenti stradali o procedimenti giudiziari. In alcuni casi i componenti della banda si fingevano anche parenti delle persone truffate, inducendo le vittime – il più delle volte anziane – a cadere in errore. Nel corso dei successivi incontri, le vittime consegnavano i soldi relativi al pagamento per l’opera professionale o le mediazioni prestate (ma nella realtà inesistenti) ricevendo in cambio anche assegni contraffatti. «Si tratta – scrive il procuratore della Repubblica facente funzioni di Torre Annunziata, Raffaele Marino – di reati seriali particolarmente odiosi perché commessi in danno di persone anziane, approfittando della loro buona fede e provocando loro ingenti danni economici».

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