Arrestato Carmine Schiavone, il figlio di “Sandokan”

Arrestato Carmine Schiavone, il figlio di “Sandokan”

È stato arrestato questa mattina Carmine Schiavone, ritenuto attuale indiscusso reggente del clan dei Casalesi. Carmine è figlio di Francesco detto “Sandokan”, superlatitante catturato a Casal di Principe nel luglio 2008.
I Carabinieri di Vasal di Principe, nel casertano, hanno notificato a Carmine Schiavone, detto “Carminotto o staffone” un decreto di fermo per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Al momento dell’arresto Schiavone – che pare fosse solito frequentare i locali notturni dell’area di Aversa – aveva circa 8mila euro in contanti nelle tasche.
Intanto, nelle operazioni delle forze dell’ordine volte al contrasto della criminalità organizzata, va segnalato un sequestro di beni per due milioni di euro effettuato dalla Dia di Roma ai danni della famiglia D’Alterio, contigua al clan dei Casalesi. Il patrimonio sequestrato è costituito da beni mobili e immobili localizzati tutti nel territorio del basso Lazio, tra Fondi, Sperlonga, Formia, Sezze e Latina. Coinvolte nel sequestro anche società di trasporto, fabbricati, terreni, veicoli e rapporti finanziari.
I beni sono stati confiscati ai sensi della normativa antimafia e contemporaneamente sono stati emessi misure di prevenzione personale nei confronti dei pregiudicati Giuseppe, Luigi, Melissa e Armando D’Alterio, padre e figli, già arrestati nel 2010 a seguito dell’indagine Sud Pontino.
Dai particolari delle indagini è emerso che Giuseppe D’Alterio, detto O’Marocchino, pluripregiudicato, unitamente all’amico e sodale Costantino Pagano (altro pluripregiudicato organico ai Casalesi, oggetto di una precedente operazione della DIA), ha rappresentato per lungo tempo un punto di riferimento nel Mercato Ortofrutticolo di Fondi per il “clan dei Casalesi” per via dei suoi stretti legami con pregiudicati campani operanti sul posto e a lui vicini per collaborazioni di vecchia data.
La confisca dei beni alla famiglia D’Alterio segue le ordinanze di custodia cautelare e il sequestro beni ottenuto dai magistrati due anni fa durante l’operazione Sud Pontino, che colpì il sodalizio criminale impiantatosi nel mercato ortofrutticolo di Fondi e che, forte dell’appoggio del gruppo camorristico capeggiato da Francesco Schiavone, si preparava a divenire egemone nel controllo del trasporto dell’ortofrutta in tutta Italia e in particolar modo sull’asse Fondi-Torino.

Barruggi

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