Lun. Set 16th, 2019

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Arrestato il mandante dell’omicidio di Lino Romano

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Il giovane fu trucidato con 14 colpi di pistola nel quartiere Marianella per errore

Gianluca Vitale, mandante dell’agguato a Napoli in cui fu ucciso per errore Lino Romano in piazzetta Marianella, è stato arrestato. L’uomo era latitante. Il Gico di Napoli ha arrestato Vitale, detto Gianluca. Pasquale Romano, fu trucidato con 14 colpi di pistola nel quartiere Marianella per errore. Il Gico di Napoli è riuscito ad individuare Giovanni Vitale pedinando alcuni componenti della sua famiglia. Attraverso una serie di intercettazioni telefoniche i finanziari sono riusciti a capire che il traffico di messaggi avveniva tra i familiari di Vitale e l’uomo. Vitale è stata la persona che ha eseguito tutti i sopralluoghi preparatori dell’agguato ma quando poi il blitz scattò non fu presente.
Vitale è stato trovato dalle forze dell’ordine in un cinematografo in stato di abbandono. Con il suo arresto sale a 5 il numero delle persone finite in manette per l’omicidio Romano. Gli altri 4 erano stati arrestati dai carabinieri del Comando provinciale di Napoli.
Pasquale Romano, 30 anni, residente a Cardito (Napoli), un giovane stimato da tutti, fu ucciso la sera del 15 ottobre scorso nel quartiere napoletano di Marianella per un “sms” non arrivato in tempo che avrebbe dovuto mandare una donna assoldata dai sicari. Lino era andato a trovare la sua fidanzata. Uscito dalla palazzina dove abita la ragazza con la sua famiglia, i killer lo scambiarono però con la vittima designata e non esitarono a far fuoco uccidendolo con 14 colpi di pistola. La svolta nelle indagini è arrivata il 28 novembre scorso quando carabinieri e polizia hanno fermato uno dei presunti assassini. Agli investigatori qualche giorno prima si era però presentata una donna, la zia della fidanzata di un piccolo pregiudicato del quartiere, che avrebbe dovuto mandare un sms ai killer per farli entrare in azione spiegando quanto era accaduto quella sera. I sicari non attesero quel messaggio che avrebbe dovuto segnalare l’arrivo del vero bersaglio, designato nell’ambito della “guerra” per il controllo delle piazze dello spaccio della droga facendo fuoco sul povero Lino che aveva l’unica colpa di trovarsi sulla loro traiettoria. Le indagini sono state condotte dai pm della Dda Sergio Amato ed Enrica Parascandolo.

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