Arresti a Cava, tutto è cominciato dai manifesti e dalle tessere Pdl

Arresti a Cava, tutto è cominciato dai manifesti e dalle tessere Pdl

Michele Russo, imprenditore arrestato oggi a Cava de’ Tirrreni, insieme ad altre 5 persone, è conosciuto nella cittadina dei portici come “Michele ’u picciotto”. E’ appunto presidente della cooperativa Libera che ufficialmente si occupa di manutenzione e giardinaggio, ma ufficiosamente dal 2000 ha il monopolio delle affissioni in città durante le campagne elettorali. E proprio da qui sarebbe partita l’operazione “Tsunami 1”, da un litigio tra attacchini, qualche parola grossa volata tra due gruppi di persone, che probabilmente vedeva presente anche Michele Russo. Nell’ordinanza di custodia cautelare si legge appunto di una lite che vedeva protagonisti anche gli attacchini del consigliere regionale Giovanni Baldi e Francesco Senatore, entrambi estranei alla vicenda. Fatto che fu denunciato da due politici locali: Matteo Monetta e Mario Pannullo, che si ritenevano danneggiati. La vicenda poi si sarebbe incrociata – nelle intercettazioni – con un’altra indagine che il Pm Vincenzo Montemurro sta seguendo: il falso tesseramento del Pdl a Salerno e in provincia, culminata nell’acquisizione dei tabulati di circa 25mila iscrizioni, e con alcuni presunti illeciti edilizi compiuti proprio nella cittadina della Provincia di Salerno. Da “Linea d’ombra”, dalle tessere del Pdl, alle mansarde costruite senza permesso del Comune, o con un’autorizzazione poco chiara – su cui sembrano in corso accertamenti – il passo sarebbe breve. Ed allora le indagini sono scattate scoperchiando fatti che riguarderebbero dirigenti e funzionari dell’Amministrazione comunale che avrebbero abusato del proprio ruolo. Si tratta ovviamente di accuse tutte da verificare. Gli inquirenti parlano di un permanente accordo illecito che legava indissolubilmente privati cittadini, professionisti ed imprenditori referenti politici dell’area, pronti a spendere le loro conoscenze, influenze politiche e capacità di condizionamento per interessi particolari. Anche se ancora non si capisce, al di fuori dei piccoli – intollerabili – abusi edilizi, delle liti per i manifesti e di una buona dose di millantato credito, come le vicende in oggetto possano portare un ulteriore scossone nella politica salernitana e cavese, al di là delle perquisizioni di questa mattina che hanno interessato molti politici locali. Soprattutto ancora non si capisce cosa c’entri in tutto questo l’ex Cofima. Forse ci saranno sviluppi in futuro.

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m.amelia

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