Arresti di Cava de’ Tirreni, Barbuti difende il ‘sistema’ sotto accusa

Arresti di Cava de’ Tirreni, Barbuti difende il ‘sistema’ sotto accusa

Nessun colpo di scena nell’inchiesta che ha portato all’arresto di sei persone a Cava de’ Tirreni, in provincia di Salerno, compreso il vicesindaco Carleo, per i presunti appalti “truccati” nella cittadina metelliana e che ha portato 15 consiglieri comunali – tra cui il sindaco – ad essere oggetto di un decreto di perquisizione lo scorso 26 novembre. Nessuna svolta, dunque, neanche dall’interrogatorio del presidente del consiglio comunale, Antonio Barbuti, difeso dall’avvocato Michele Sarno. L’interrogatorio non avrebbe portato alcuna novità nelle indagini. Il consigliere comunale Barbuti, che guida l’assemblea del consiglio comunale, ha ribadito al sostituto procuratore Vincenzo Montemurro di aver svolto con correttezza ed assoluta limpidezza il suo ruolo di consigliere comunale. Nella vicenda della riqualificazione dell’ex Cofima così come in altre questioni che hanno riguardato il Comune di Cava de’ Tirreni.
L’inchiesta “Tsunami” portò agli arresti dell’imprenditore Michele Russo, dei geometri Carmine Vitale e Francesco Potrcelli, dell’ingegnere Gianluigi Accarino, del vicesindaco Alfonso Carleo e dell’ingegnere Antonino Attanasio. Questi ultimi due sono già stati rimessi in libertà con la revoca da parte del gip dei domiciliari. Anche Michele Russo è in attesa della decisione del giudice per le indagini preliminari Enzo Di Florio sull’attenuazione della misura. I fatti hanno portato anche ad un mutamento per la terza volta della Giunta comunale: ai confermati Passa, Lamberti, Salsano e Murolo si sono affiancati i “tecnici” Elvira D’Amico, Antonio Senatore ed Angelo Borrelli. Il sindaco Galdi ha così commentato: «Scelte improntate a dare un segno di continuità politica e di apertura verso la società civile».

m.amelia

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