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Arte e illusione

Arte e illusione
di Nicoletta Tancredi

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“Mammaaa!”
Paola mi corre incontro con la sua vocina festante e mi fa vedere un foglio dove c’è uno scarabocchio.
“Ma è bellissimo” le dico entusiasta.
Eh sì, sono entusiasta davvero, non tanto per il disegno in sé. Quanto perché quel disegno non stia sul televisore né sugli scaffali della libreria, non sulle gambe di Camilla né sul pavimento o sulle pareti, neppure sui vestiti o su di me. Ma così, quasi banalmente, su un foglio.
Evviva! Paola è passata dalla teoria alla pratica: “crivere sooolo pollio, mamma” ovvero “si scrive solo sul foglio, mamma!”
Oh finalmente! E ora che abbiamo delimitato il campo di azione al formato A4, cerchiamo di capire un po’ di più su questi disegnini. Eh sì, perché a guardar bene, mi accorgo che Paola ha disegnato perfettamente una spirale! E chissà quali ragioni vi si celano! Perché ha fatto una spirale e non un cerchio, per esempio? Mi metto subito al pc, alla ricerca di un po’ di metodo per interpretare velocemente le “opere” di Paola. Ed ecco il sito che fa al caso mio. Innanzitutto si parla del colore: dalla scelta del bambino si capisce quale sia il suo carattere. Vabbè, su questo punto non possiamo dir nulla, visto che siamo noi a passare i colori a Paola, tanto per limitare i danni. Anche se, tutto sommato, visto che ha imparato che si scrive solo sul foglio, possiamo anche pensare di darle tutta la scatola. Ma sì.
“Paola, a mamma, guardo cosa ti do!” La mia piccola allarga le braccia e prende la scatola, come una reliquia. I suoi occhietti ridono di gioia. Poi ritorno subito al pc. C’è uno schema molto interessante. Praticamente bisogna prestare attenzione al punto in cui il bambino comincia a disegnare: al centro del foglio, egocentrico, in basso a sinistra, paura, in alto a destra, sogno.
Immediatamente informo mio marito, mentre Paola, in cucina, continua a fare i suoi disegni. “Dobbiamo prestare attenzione” gli dico. Poi, tutto a un tratto, arriva Paola, allegra e baldanzosa: “critto bello, mamma”.
“Certo, Paola, scrivere è bello”.
E in cuor mio mi intenerisco: è il suo modo per ringraziarmi per averle dato l’intera scatola di colori.
“Critto bello, mamma”.
Ma come, usa sempre l’infinito e qui che ci vuole … “Paola, certo, scrivere è bello”.
Ma lei mi ripete “no, critto bello, mamma!”
“Ho capito, Paola, scrivere è bello, anzi bellissimo”.
Ma lei, insoddisfatta, mi prende la mano e mi porta in cucina. Ora capisco che mi sta dicendo: “mamma, ho scritto sullo sgabello”.

Piccole e (in)confutabili verità di Mummybook

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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