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Associamoci per salvare la Libreria Internazionale

Associamoci per salvare la Libreria Internazionale

Dopo la pubblicazione del recente video, con quest’intervento del prof. Alfonso Conte torniamo sul tema della Libreria Internazionale e sulla cultura che a Salerno latita da anni.

di Alfonso Conte

L’annuncio della chiusura o del trasferimento della libreria Internazionale dalla sua sede di piazza Malta ha colpito quanti a quest’attività hanno legato momenti significativi della propria vita, o almeno chi, vivendo a Salerno da molti anni, è da sempre abituato a considerarla un riferimento importante, un essenziale elemento del tessuto urbano. Nacque nel 1950 grazie all’iniziativa, sostenuta e condivisa da Leopoldo Cassese e Pietro Laveglia, di Gaetano Macchiaroli, di aprire una libreria al centro della città ed in prossimità dell’Istituto di Magistero per provare a contrastare la cultura clericale e post-fascista dominante in città. In anni durante cui a livello nazionale il dibattito tra crociani e gramsciani infiammava gli intellettuali, la “libreria dei comunisti”, com’era definita in quella Salerno dei primi anni ’50, provò a rompere il clima conformista e sonnolento, consentendo a tanti di conoscere ed approfondire temi ed autori fino ad allora pressoché ignorati, attraverso un metodo non propagandistico, ma aperto al confronto tra esponenti di orientamenti diversi.

 Alfonso Conte

Alfonso Conte

Dopo pochi anni, tuttavia, Macchiaroli si trasferì a Napoli e la libreria fu ceduta alla famiglia De Spelladi, che attraverso tre generazioni di librai e durante più di sessant’anni ha fatto dell’Internazionale la libreria dei salernitani, un’istituzione culturale gestita da privati ma con evidente vantaggio per l’intera comunità. Perché, oltre a vendere libri e trovare nell’attività commerciale la legittima opportunità di profitto, prima Rodolfo e poi Alessandro, supportati da una lunga schiera di collaboratori, tra i quali a lungo Bruno Amodio, hanno gestito l’impresa con passione e competenza, dimostrando sempre grande sensibilità verso le iniziative culturali che a loro chiedevano sostegno. Convegni, mostre tematiche di libri, presentazioni ed iniziative culturali, ma anche tante pubblicazioni durante il lungo periodo durante cui fu in vita il marchio Elea press, sono stati resi possibili dalla gentile disponibilità ad affiancare gli sforzi di chi li promuoveva. Poi, da un ventennio, l’affermazione di catene collegate a marchi editoriali di rilevanza nazionale ed il triste tramonto della figura del libraio hanno costretto prima l’Internazionale a ridurre i propri spazi, poi, e siamo ad oggi, a progettare di chiudere.

Le dinamiche del mercato immobiliare non conoscono sentimenti. D’altra parte, i pubblici amministratori adottano scelte finalizzate a sostenere tale mercato in nome di logiche sviluppiste, quasi sempre senza valutare opportunamente le ricadute in termini di valore sociale. Negli ultimi anni, il centro urbano di Salerno ha visto il moltiplicarsi di attività di ristorazione, consentite dalle leggi nazionali sulla liberalizzazione delle licenze commerciali e salutate con simpatia da chi ritiene il fenomeno collegato alla crescita dell’attrazione turistica. Tuttavia, se pure fossero aumentate produzione di reddito ed opportunità di occupazione, molti considerano amaramente come l’elevata concentrazione di bar e pub abbia comportato una perdita di identità che genera spaesamento e sottratto funzioni e servizi a residenti ritrovatisi improvvisamente a vivere in una sorta di villaggio vacanze. In tale contesto, se i residenti del centro vogliono continuare ad avere la libreria Internazionale a piazza Malta, devono dimostrare di volerlo con i fatti, intervenendo all’unico livello che oggi appare decisivo, quello del mercato.

Proviamo allora a costituire un’associazione di amici dell’Internazionale, la quale, attraverso sottoscrizioni, impegni i soci ad acquisti mensili per importi prestabiliti, per consentire alla proprietà di sostenere l’aumento di canone di fitto richiesto. Un’associazione che possa diventare anche opportunità per una nuova stagione culturale, per rilanciare e sostenere iniziative che mettano al centro la riflessione e l’approfondimento. Che consenta di contarci, di capire quanti siamo a volere che la libreria Internazionale continui a stare lì, che il centro cittadino conservi la sua fisionomia. Sarebbe l’occasione per dimostrare che i processi economici non sono ineluttabili, ma possono essere orientati e governati e, se politici ed amministratori locali rinunciano a svolgere tale funzione, possono provarci i cittadini.

 

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