Assolto dopo 22 anni, chiede 69 milioni allo Stato

Assolto dopo 22 anni, chiede 69 milioni allo Stato

giuseppe_gulotta_sentenzaAssolto dall’accusa di aver partecipato all’uccisione di due carabinieri dopo 22 anni di carcere, chiede allo Stato 69 milioni di euro di risarcimento. È la storia di Giuseppe Gulotta, 50 anni, muratore di Certaldo, in provincia di Firenze, accusato di aver partecipato nel 1976 all’uccisione di due carabinieri, Salvatore Falcetta e Carmine Apuzzo, nella caserma di Alcamo Marina, in provincia di Trapani.
Gulotta fu arrestato nel 1976 perché accusato dell’assassinio dei due carabinieri, assieme a due complici. Gulotta fu arrestato mentre gli altri due presunti complici fuggirono all’estero prima che la sentenza diventasse esecutiva.
All’epoca diciottenne, il muratore fu picchiato e seviziato per ore finché non confessò quello che non aveva fatto – come riporta Repubblica. Successivamente il muratore ritrattò la confessione ma fu condannato ugualmente nel 1990 con l’ergastolo. Una condanna certa, fino a quando non scatta la revisione del processo dopo le dichiarazioni di un ex ufficiale dei carabinieri che nel 2007 raccontò che le confessioni di Gulotta e degli altri presunti complici erano state ottenute attraverso vere e proprie torture al momento dell’interrogatorio. L’ex ufficiale dei carabinieri – secondo quanto raccontato da Repubblica – si era dimesso dall’Arma in seguito alla vicenda di Alcamo: non aveva retto al rimorso e aveva deciso di dire la verità. Gli altri carabinieri, quelli ritenuti responsabili del pestaggio, oggi sono tutti molto anziani e hanno fatto qualche ammissione parziale; altri si sono rifiutati di rispondere.
Con la riapertura del processo, Gulotta ottiene il 13 febbraio 2012 l’assoluzione: è innocente dopo oltre 21 anni di carcere. 
Adesso, a quasi un anno di distanza dalla sentenza che lo ha assolto dall’accusa di omicidio, e dopo oltre 21 anni di carcere, Gulotta, tramite i suoi avvocati, chiede 69 milioni di euro al Ministero di Grazia e Giustizia per la riparazione dell’errore giudiziario.

Barruggi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *