Lun. Giu 17th, 2019

I Confronti

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Aumentano i malati di mente, diminuiscono medici e infermieri

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di Fabio Sebastiani

Psichiatria, un dipinto di Van Gogh

Due ricerche indipendenti i cui risultati sono stati pubblicati ultimamente dimostrano che i malati psichiatrici aumentano in modo considerevole. E questo mentre i tagli alla sanità riducono strutture e personale. Delle due l’una, o si fa fronte alla situazione oppure questa gran massa di persone diventeranno un terreno di caccia per le multinazionali del farmaco. Ma quello che emerge dagli studi è che una malattia psichiatrica non trattata moltiplica i costi sanitari perché è quasi sempre il preambolo di altre disabilità e di problemi più seri.

di Fabio Sebastiani
Psichiatria, un dipinto di Van Gogh
Psichiatria, un dipinto di Van Gogh

“Il 43,2% degli italiani soffre di disturbi mentali e neurologici di ogni genere, ma la percentuale life time, cioè di persone che ne hanno sofferto, supera il 60%”. Il senatore Antonio Gentile, segretario di presidenza del Senato, ha condotto per sei mesi una ricerca epidemiologica con il contributo dei principali esponenti della psichiatria italiana. E questi sono i numeri che spiccano con maggiore evidenza. Secondo un’altra ricerca, invece, pubblicata pochi giorni fa a cura dell’Università di Milano, la cifra totale non supererebbe i 17 milioni di italiani, il 33%.

“Occhio alla crisi”
“Il 30% soffre di disturbi d’ansia o di depressione – afferma Gentile, che presenterà il suo report in Parlamento – con il 7,8% che soffre di disturbi dell’umore, il 5,4% di disturbi d’attacco di panico, il 4,7% di fobia sociale. Seguono il disturbo post traumatico da stress 2,3% il disturbo ossessivo compulsivo, 2%. Le fobie generiche riguardano circa il 6% della popolazione. Il 7% della popolazione soffre di disturbi neurodegenerativi dalla demenze vascolari o arteriosclerotiche all’Alzheimer. Questo dato riguarda 4 milioni di ultrasessantenni e dopo gli 80 anni riguarda un italiano su quattro”.
“I disturbi psicotici (quelli più gravi, ndr) riguardano lo 0,5% della collettività – sostiene ancora Gentile – mentre i disturbi dissociativi colpiscono una percentuale che varia tra lo 0,8 e l’1,5%. Si consideri che il 5% di coloro che soffrono di disturbi ansioso-depressivi presentano la cosiddetta psicopatofobia, cioè la paura di impazzire”. Per il parlamentare “è necessario considerare tutti gli elementi che sottendono alla costruzione di patologie alimentate certamente dalla crisi economica e sociale in atto”.

Disturbi diagnosticabili
Il paradosso in cui si trova incagliata la psichiatria e, più generalmente, la psicologia clinica, è che pur in presenza di protocolli terapeutici definiti che, a detta degli stessi medici, danno risultati interessanti, il numero dei malati, come dicono i numeri aumenta in modo considerevole. “I disturbi mentali sono oggi diagnosticabili precocemente e tutti curabili, a volte guaribili, attraverso terapie farmacologiche, tecniche psicoterapeutiche o con una combinazione di uno o più farmaci e una psicoterapia”, spiega Claudio Mencacci, presidente della Società italiana di psichiatria. Schizofrenia e psicosi, osserva l’esperto , ”sono malattie curabili e lo saranno sempre di piu’ in futuro, grazie soprattutto alla tempestivita’ del trattamento, permettendo a molti malati di avere una buona qualita’ di vita e un buon inserimento sociale. Eppure, a causa dello stigma, piu’ del 50% di malati non riceve cure adeguate”. Ma non è solo lo “stigma” a peggiorare la situazione. Infatti, se sì dà una occhiata alle risorse che la Sanità pubblica mette per questo particolare tipo di malattia si scopre che in dieci anni le risorse umane dedicate all’assistenza e alla cura dei malati psichiatrici sono diminuite del 50%, a fronte di un milione e 200mila italiani, circa il 2% della popolazione, in cura presso i centri di salute mentale.

Reparti falcidiati
In base ai dati resi noti sempre da Mencacci, raccolti in più del 30% dei dipartimenti di salute mentale di 14 regioni, il numero di medici, psicologi, infermieri, educatori, assistenti sociali, operatori socio-sanitari e tecnici della riabilitazione psichiatrica che lavorano nei centri di salute mentale e’ passato da 0,8 a 0,4 ogni 1.500 abitanti. Nel 34% dei casi le persone in cura per problemi psichiatrici hanno tra i 18 e i 44 anni, nel 39% tra i 45 e i 64 anni, e nel 27% oltre i 64 anni. ”Questi dati – continua Mencacci -, sono allarmanti per le forti ripercussioni che hanno sul funzionamento delle strutture, gia’ impoverite, e sull’impatto in termine di mole di lavoro, stress, fatica fisica, dispendio energetico degli operatori per prendersi cura in maniera trasversale di svariate malattie mentali”. “In questa condizione di precarieta’ – conclude – e’ forte il monito e l’appello della Sip (società italiana di psichiatria) a non tagliare fondi dedicati alla ricerca e all’assistenza psichiatrica al fine di poter garantire assistenza e trattamenti perfezionati e di qualita’, nel breve e nel lungo termine”. I disturbi del Sistema Nervoso Centrale, in particolare quelli mentali, contribuiscono al 26,6% della disabilita’ totale e riguardano circa 17 milioni di italiani, mentre in Europa sono circa 164 milioni le persone colpite (38,2% della popolazione). Di questi, solo 1 su 3 riceve la terapia e i farmaci necessari.

(da www.controlacrisi.org)

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