Avvenire anti-Berlusconi, Saviano già parla di compravendita di voti

Avvenire anti-Berlusconi, Saviano già parla di compravendita di voti

E a proposito della crisi di Governo e del ritorno di Berlusconi alla guida del Pdl il giornale di vescovi Avvenire in un editoriale di prima pagina firmato dal direttore Marco Tarquinio lancia l’allarme: «La mossa destabilizzatrice decisa ieri dal partito di Angelino Alfano, che il Cavaliere è tornato a reclamare come suo, ha già cominciato a sacrificare i sacrifici di tutti. E per sovrappiù sacrifica la prospettiva, che la miopia di troppi rende già faticosa di suo, di una riaggregazione dell’area politica che si richiama al popolarismo europeo tesa a garantire l’altro ed essenziale perno a un sistema bipolare ora sbilenco. C’è solo da sperare che si tratti di un falso allarme. Ma temiamo che l’allarme non sia affatto eccessivo». Si tratta, spiega Tarquinio, di «una decisione dirompente e senza vero motivo, ma non inattesa perché è lo specchio purtroppo fedele delle convulsioni antigovernative che, tra i tuoni e i fulmini scagliati con ostentata veemenza laicista dai fedelissimi Bondi e Galan, hanno accompagnato il ritorno in scena di Silvio Berlusconi. Cioè della personalità politica che, giusto un anno fa, si era fatta da parte, prendendo responsabilmente atto del fallimento della propria azione di governo». Ma il “passo indietro”, avverte il direttore di Avvenire, «era, e rimane, la scelta più generosa e assennata per l’onorevole Berlusconi e per l’Italia».
«Il ritorno di Berlusconi è anche fondato sul fatto che una parte del voto in Italia lo puoi comprare». Questa l’accusa di Roberto Saviano, ospite a “24 Mattino” su Radio 24, sulla ricandidatura a premier di Silvio Berlusconi. «Se ci sono tante astensioni -ha detto Saviano- significa che non è vero che l’indignazione ha portato a un voto di protesta o cosciente o che comunque un voto non lo vuoi più vendere. C’è il rischio assoluto che la macchina del voto di scambio torni e con la crisi economica valga la metà. Se un voto lo compravi a 50-80 euro o facendo la spesa alla famiglia, il rischio terribile è che oggi costi tutto meno e quindi con un investimento minimo hai un voto di scambio, e nel decreto anti-corruzione non ci sono strumenti per fermare questa cosa. L’emergenza è gigantesca». Saviano sulla posizione del Pdl ha aggiunto: «Non mi aspettavo una tale irresponsabilità in un momento così delicato da parte del Pdl. Momento delicato non nel senso della crisi economica, ma per la guerra a Napoli, la chiusura del processo “Infinito” a Milano contro la ‘ndrangheta. E’ davvero una irresponsabilità criminale e con criminale intendo che non si sta guardando a questi poteri che sicuramente ne approfittano». «Purtroppo le battaglie alle organizzazioni criminali si fanno quando ci sono omicidi eccellenti. Con l’ultimo terribile omicidio a Scampia -ha detto Saviano- era tornata una centralità del tema che doveva creare una responsabilità, invece se ne sono ancora una volta fregati tutti. Nessuno ha voluto parlare di questo argomento. Non l’ha voluto fare neanche il sindaco di Napoli che ieri è andato in televisione a parlare di altro. La politica personalmente in questo momento la vedo con sofferenza». Saviano però ha negato di voler scendere in politica: «Anche l’espressione scendere mi ha molto inquietato, avevo forse l’idea un po’ intellettuale in politica dove al massimo si sale, e non sento di avere la forza di salire in politica, nel senso che sento di non essere capace di fare una cosa del genere».

m.amelia

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