Mer. Set 18th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Basta attendismi, scendiamo in strada con gli studenti

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Contro la sudditanza alla quale i partiti ci hanno costretto, mobilitazione e una Veglia per Pasolini

Foto: salernomagazine.it

di Pasquale De Cristofaro
Foto: salernomagazine.it

“Cittadino non guardare scendi in strada a protestare”, così gridavano i ragazzi oggi in piazza contro i tagli del governo nella scuola, il precariato, e la mancanza di futuro. Centinaia e centinaia di partecipanti per gridare anche contro la difficoltà del Cstp che sta mettendo in ginocchio il sistema della mobilità a Salerno e nel Salernitano. Una effervescenza, quella dei giovani, che si contrappone alla stanchezza di una classe dirigente incapace di uscire fuori dal guado. La nostra, appare sempre più una società stremata. Stremata da scandali di “Palazzo”, da soldi pubblici sprecati e da incapacità nel prospettare una via per risanare quel tanto che basti per ridare un po’ di fiducia ai sempre più disillusi italiani. Sparite in questi anni le vecchie sezioni e finita la partecipazione, i partiti sono diventati sempre più padronali o, al massimo, delle società per azioni dove si risponde al maggior azionista più che ai propri elettori. Una crisi violenta li ha attanagliati e, nonostante tutto, continuano a perpetuare i loro anacronistici giochetti per sopravvivere. “Cittadino non guardare scendi in strada a protestare”; se così stanno le cose, prendiamo esempio da questi nostri ragazzi, mettiamo da parte la prudenza e cerchiamo di riattivare in noi quella coscienza che è stata in questi anni completamente sedata. Cittadini, appunto, e non sudditi. Cittadini consapevoli e coscienti che non hanno più alcuna voglia di lasciare deleghe in bianco a chicchessia. Da oggi, dovremmo pretendere di contare di più e chiedere a tutti di fare la propria parte. Perché se è vero che a governare ci sono stati degli incapaci, un po’ di questa responsabilità è anche nostra. Per troppo tempo abbiamo lasciato correre, abbiamo accettato che le cose andassero così; per assuefazione, stanchezza, disillusione, appunto. Prendiamo atto che questa nostra risposta alla mala politica ha avuto tutto questo come risultato. Ecco perché il primo novembre, presso il Teatro Nuovo di Salerno, nel nome di Pasolini cercheremo, io e un po’ di amici, di riavviare quel processo critico nell’opinione pubblica che in questi anni ha latitato. E lo faremo, proprio facendo nostro il grido di quei ragazzi: “Cittadino non guardare scendi in strada a protestare”.

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