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Basta egoismi e ingiustizie, amare il prossimo come se stessi

Basta egoismi e ingiustizie, amare il prossimo come se stessi
di Luigi Rossi

epuloneAnche questa domenica siamo invitati a riflettere sui risvolti sociali del messaggio di Gesù. Nella parabola del ricco “epulone” il personaggio chiave non è Lazzaro, altrimenti verrebbe esaltato l’invito a sopportare la propria situazione aspettando l’al di là per godere con atteggiamento rassegnato. Protagonista è il banchettante che costruisce la vita sul nulla e usa in modo errato le ricchezze perché non le utilizza per farsi amici nel cielo, ma solo nemici insultando il povero.

La parabola diventa un commento non del “Beati i poveri”, ma del “guai a voi, ricchi” (Lc. 6, 24-25). Questa condanna viene rafforzata dalla denuncia della ingiustizia sociale che produce epuloni insaziabili e lazzari affamati fatta da Amos nella prima lettura.

Rispetto all’amministrazione dei grossi patrimoni, spesso frutto di palese ingiustizia e di insopportabile oppressione, l’invito ad amare il prossimo come se stessi diventa il principio sociale del Vangelo, che, se applicato, impedisce o elimina egoismo ed ingiustizia per lenire miserie ed angosce.

Cosa si rimprovera al ricco? Il non avere un briciolo di comprensione per Lazzaro, il quale con le sue piaghe non curate mostra, come in uno specchio, il suo abominevole agire; il ricco non si accorge nemmeno di lui, al contrario perfino dei cani e ciò a pochi passi. Perciò non rimane che condannare questo ricco non per la sua violenza o per l’oppressione che pratica, ma perché incapace di amore del prossimo. Il ricco non osteggia Dio, semplicemente non vede il povero: ecco il pericolo della ricchezza ed il principale insegnamento della parabola.

Anche i suoi fratelli, che vogliono vedere cose straordinarie, dimenticano che la fede non nasce dai miracoli, ma è dono della parola di Dio che risuona nei cuori per far aprire gli occhi. Perciò non serve metterli in guardia; hanno già Mosè e i profeti. A loro necessità solo libertà di giudizio per comprendere e lucidità di coscienza per vedere.

 

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