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Basta Italia di pifferai magici e pessimisti della ragione

Basta Italia di pifferai magici e pessimisti della ragione
di Pasquale De Cristofaro

Negli Anni Settanta tra alcuni intellettuali italiani serpeggia una diffusa sfiducia nell’Italia democristiana e le sue istituzioni.
Pasolini, Arbasino, Sciascia, ognuno dal proprio punto di vista muovono critiche al “Sistema” e al “Palazzo”. Spia di questo disagio anche il conflitto sociale che si inasprisce fino a diventare nelle sue punte più radicali, terrorismo. Le strade si riempiono di morti innocenti. Giudici, poliziotti, sindacalisti, simboli dello stato, vengono barbaramente giustiziati in nome della “rivoluzione proletaria”. Alcuni fiancheggiano tale violenza, altri si mostrano equidistanti, la loro posizione si sintetizzerà nello slogan: Né con lo Stato né con le Br. Tale clima avrà il suo punto più critico nell’omicidio dell’onorevole Aldo Moro (nella foto) e la sua scorta.
La crisi economica, riflesso della crisi petrolifera e lo stato di permanente conflitto in vaste regioni medio-orientali, rendono il tutto più complicato.
Servono politiche per favorire la domanda interna dei consumi che in quegli anni languono. Dopo i magnifici anni sessanta, quando esplose anche nella nostra penisola il boom economico, si torna a tempi quaresimali. È allora che i primi governo di centro-sinistra allargano i cordoni della borsa favorendo l’inflazione ed aumentando il debito pubblico. Fu, quella, una risposta per rendere le violenze della piazza meno cruente e aiutare pian piano la fragile e giovane democrazia italiana a riprendere fiato. Arbasino a tale riguardo dirà: (…) Dal momento che il nostro paese si avvia verso una povertà duratura e autentica, sembra più che giusto, da parte dei politici più responsabili, “tenerla presente”, cioè prevederla, calcolarla, o addirittura (non potendo evitarla) prometterla.
I nostri politici non solo non l’hanno prevista né calcolata ma si sono guardati bene dal prometterla. Non si danno voti a chi guarda la realtà così com’è, a Cassandre guidate dal “pessimismo della ragione”, piuttosto si preferisce seguire i soliti e immancabili “pifferai magici” che da sempre hanno come unica meta l’orlo del precipizio. Un ottimismo di facciata che serve esclusivamente a coprire i loro affari poco chiari. L’Italia degli ultimi anni, a me sembra, l’esempio più calzante di quanto appena detto.

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