Basta lacrime di coccodrillo, i populismi sono figli della malapolitica

Basta lacrime di coccodrillo, i populismi sono figli della malapolitica
di Pasquale De Cristofaro

montiEd ora, tutti a stracciarsi le vesti. Tranne Grillo, naturalmente. Le Borse, lo spread e le Cancellerie europee se ne dovranno fare una ragione. La sovranità popolare non è un “accidente” ma, semplicemente, la sostanza delle democrazie. I nostri politici, mentre Monti faceva il lavoro sporco, hanno avuto ben tredici mesi a disposizione per rifare una legge elettorale più dignitosa. Il PD, ad un certo punto, capendo forse che poteva farcela anche con il Porcellum, non ha battuto ciglio e ha lasciato che tutto restasse come prima. Imputare l’ingovernabilità alla legge elettorale mi sembra, quindi, una ragione in più per capire di che pasta sono fatti i nostri vecchi politici. Lacrime di coccodrillo. Inoltre, in questi mesi, gli scandali e scandaletti sono continuati alla faccia degli italiani; né è stato fatto nulla per far capire al Paese che un virtuoso ravvedimento fosse possibile. Lo stesso Renzi, che a mio parere poteva rappresentare una qualche novità se non altro anagrafica, è stato messo da parte e liquidato dall’apparato come un moccioso inadeguato, troppo in fretta. Intanto, forse, con la sua candidatura il Cavaliere non sarebbe sceso in campo. Lo stesso Monti si è mostrato incapace di prefigurare che una sua candidatura non sarebbe stata gradita dagli elettori. Sbagliando così grossolanamente Monti si è rivelato come un politico, tutto sommato, poco avveduto. La vanità, forse, gli ha giocato un tiro mancino. Ma, allora, di che stiamo parlando? È stata la malapolitica che ha partorito i populismi e non il contrario. Alla sordità dei politici si è contrapposto lo scontento vero dei tanti che non ce la facevano più di assistere ai loro riti stanchi e lontani dalla faticosa quotidianità. Per conto mio, saluto con piacere due dati: il primo, è che il Parlamento è stato rinnovato per il 60%; il secondo, che le donne elette sono state in numero maggiore. Magra consolazione, si dirà; ma è già qualcosa in una palude come quella italiana. Anche De Luca, in una dichiarazione sugli esiti elettorali, ha ammesso che da oggi “ (…) tutto dovrà cambiare radicalmente”. Peccato, però, che dichiarando questo non avesse fatto due conti sul suo predominio politico nella nostra città. Due decenni son forse pochi? Infine, non si può che essere soddisfatti del fatto che la protervia, la presunzione e la vanità di qualcuno sia stata definitivamente punita.

redazioneIconfronti

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