Ven. Ago 23rd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Basta trasformismi

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di Pasquale De Cristofaro
di Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro

Sarò un sopravvissuto ma per me la coerenza è responsabilità. Non posso essere deresponsabilizzato nei confronti di me stesso e della comunità in cui vivo. Senza l’esercizio della responsabilità, insomma, non esisterebbe neppure la mia soggettività. L’io e l’altro, sono imprescindibili. Senza la mia tensione verso la comunità che continuamente mi interroga e mi sollecita, neppure esisterei. Questo è un tema centrale per capire come cercare di superare la crepa della post-modernità. Dopo il definitivo affermarsi “della tecnica” e il tramonto definitivo “delle grandi narrazioni o ideologie” che avevano sorretto il mondo moderno, si è precipitati in un continuo presente, in cui l’uomo, sempre più “antiquato”, non è più riuscito a stare dietro ai radicali cambiamenti che tale prospettiva ha imposto. La cieca violenza della “tecnica” non fa prigionieri; stritola ogni cosa umana mescolando e rendendo indistinti i “mezzi” dai “fini”. Grazie ai ritrovati della tecnica, siamo in grado di fare tante cose, ma a poco ci serve tutto questo se non sappiamo più perché e per chi le facciamo queste cose. La nostra vita è diventata piena di possibilità, ma, al tempo stesso, abbiamo smarrito lo scopo dei nostri sforzi. Nelle nostre mappe sembra essere sparita definitivamente la meta da raggiungere. C’è stato un tempo in cui abbiamo salutato con euforia questo piacere di navigare in mare aperto senza più una bussola che potesse orientarci. Una furia iconoclasta e destrutturante ci aveva resi onnipotenti. Pensavamo di poter fare tutto senza dar conto a nessuno. Presto, però, la sbronza è passata, e ci siamo ritrovati con un pugno di mosche in mano. La deriva è stata devastante in ogni campo della società e in noi stessi. E’ tempo di ricominciare a pensare, allora, alla “responsabilità” come al valore supremo della dignità umana. E’ tempo di ricominciare a pensare che essere responsabili diventa necessario anche, e soprattutto, per chi verrà dopo di noi, ai quali dovremmo esser capaci di lasciare un mondo più giusto e pulito. Detto questo, certo, ammetto che si possa cambiare idea nella vita, ma la cosa non deve essere mai indolore. Non si può cambiare idea a cuor leggero, senza un doloroso travaglio. Perché dico questo? Leggendo i giornali ( anche in questo mi sento un sopravvissuto) rilevo continui cambi di casacca tra i politici che è segno di una disinvoltura quanto meno imbarazzante. Corrono cinicamente e senza alcun pudore da sinistra a destra e da destra a sinistra, come se fosse una cosa normale; per sola questione d’opportunità. Tutto questo è il segno dei tempi, si dice. No, la cosa dovrebbe solo indignarci. Si dirà che è il vecchio vizio italico del “trasformismo” che da sempre condiziona la nostra più profonda identità. Basta. È ora di dire basta a tutto questo. E, piuttosto, se non vogliamo essere corresponsabili, ricordiamocene, quando fra qualche settimana, ci recheremo alle urne. Puniamoli questi politici che hanno venduto la propria dignità per un “posto al sole”. E, soprattutto, non dimentichiamo che quel loro “posto al sole” si traduce in benefici e denari che gridano vendetta per tanta di quella gente che non riesce neppure più a sopravvivere, tanto è diventata difficile la loro vita.

 

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