Ven. Ago 23rd, 2019

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Beatificato don Pino Puglisi, oggi la Palermo libera esulta

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di Aniello Manganiello
di Aniello Manganiello

don-aniello-manganiello-2Oggi a Palermo viene beatificato don Pino Puglisi, ucciso dalla mafia il 15 settembre del 1993, il giorno del suo 56° compleanno. La motivazione della beatificazione: ucciso dalla mafia per odio nei confronti della fede cristiana. È ovvio, perché don Pino come sacerdote ha speso la sua vita spinto e motivato da una adesione piena e all’amore verso Dio e il prossimo, alla Parola e al progetto di Dio che è quello di essere annunciatori della salvezza operata da Gesù. Penso, però, che don Pino, al quartiere Brancaccio, come parroco, non solo si è impegnato ad annunciare il Vangelo, a educare alla fede la comunità cristiana, ma ha sentito una forte necessità di contrastare il male, per amore di Cristo e per amore nei confronti della sua gente. A Brancaccio il male si chiama mafia, organizzazione criminale che opprime, toglie la libertà, compie prepotenze, toglie il respiro, porta a comportamenti violenti e feroci le giovani generazioni, offrendo la possibilità di grandi guadagni.
La beatitudine evangelica, che ho scelto come motivo ispiratore dell’associazione Ultimi, “BEATI QUELLI CHE HANNO FAME E SETE DI GIUSTIZIA PERCHÈ SARANNO SAZIATI” , non può non costituire una ulteriore motivazione nell’opera sacerdotale di don Puglisi. Come avrebbe potuto scegliere il silenzio di fronte alle angherie, prepotenze e violenze della mafia in quel quartiere? Come avrebbe potuto assistere in silenzio alla pesca mafiosa di tanti giovani ammaliati dai facili e illegali guadagni? Non solo scelse di denunciare anche durante le omelie le violenze subite dalla sua gente, ma una delle prime cose che realizzò fu un campo di calcetto per i ragazzi. Il calcio come antidoto alle proposte della mafia, come veicolo di offerta di proposte diverse, difficili, impegnative ma liberanti e portatrici di una vita bella secondo il Vangelo.
“PER AMORE DEL MIO POPOLO NON TACERÒ”, la frase del profeta Isaia è diventata così nella vita di don Puglisi un percorso da compiere, un progetto da vivere, una condivisione totale del Vangelo. Un esempio per tutti noi, preoccupati solo di tutelare e difendere noi stessi, rischiando di assistere silenziosi al fermarsi del cuore del mondo.

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