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Berlusconi fa l’inglese: usciremo tutti dall’Euro

Berlusconi fa l’inglese: usciremo tutti dall’Euro

«O la Germania si convince che la Bce deve fare la vera banca centrale, e quindi anche stampare moneta, o saremo costretti disgraziatamente e sfortunatamente a uscire noi dall’euro e tornare alla nostra moneta». Lo afferma l’ex premier Silvio Berlusconi, durante la registrazione della puntata di ‘Porta a porta’ in onda stasera. Il Cavaliere torna sulla cancellazione dell’Imu: «La prima casa non deve essere colpita da imposizioni nè oggi nè mai». Come saranno recuperati i soldi dell’Imu per Berlusconi? «In totale vale 3.8 miliardi: 1,8 miliardi si possono reperire con una tassa dai giochi pubblici, un miliardo si può recuperare dai tabacchi lavorati, 241,2 milioni con l’aumento delle imposte sulla produzione di birra e di alcol, 500 milioni con il riordino dei trasferimenti alle imprese, 258,8 mln come addizionali sui diritti di imbarco, ovvero con 4 euro a passeggero». Ospite della trasmissione di RaiUno Silvio Berlusconi torna ad attaccare l’euro e l’Europa solo a trazione tedesca: «Se si continua così», in 3 anni rischiamo di uscire dall’euro e ritornare alla moneta nazionale. «Su questo punto mi sono scontrato con la Germania e gli altri e ribadisco la mia posizione». L’ex premier lamenta l’assenza ai vertici europei di «leader dotati di intelligenza economica come la sua: io ero l’unico ad avere un’esperienza da imprenditore, gli altri invece sono soltanto dei politici e dei sindacalisti…». Berlusconi rivendica di essere stato l’unico leader europeo a capire di economia: «Non ci sono molte intelligenze economiche al tavolo dei leader europei. Io ero l’unico che capiva di economia perché – spiega – ero l’unico che veniva dal mondo dal mondo dell’imprenditoria, mentre gli altri sono tutti politici di professione o provenienti dal mondo del sindacato».
Infine sempre nella registrazione della trasmessione di Vespa c’è stato un acceso confronto tra il direttore dell’Unità Claudio Sardo e l’ex premier Silvio Berlusconi. E’ stato il Cavaliere ad alzare la voce, replicando all’analisi del direttore del quotidiano che aveva sostenuto: «Nei dieci anni in cui ha governato lei quasi ininterrottamente, lo score economico – sono dati Ocse – dice che solo Haiti è cresciuta meno di noi, è aumentato il debito pubblico, è diminuita l’occupazione: come fa a ripresentare la sua candidatura, visto anche che lo spread è la misura esatta del discredito da lei accumulato?» Si tratta di una «menzogna assoluta», ha replicato il Cavaliere, prodotta da una «sinistra ignorante che sfrutta la mancata consapevolezza degli altri per raccontare delle frottole». E ancora, alzando ancora di più il tono della voce, Berlusconi ha aggiunto: «Lei sta raccontando la versione della sinistra e le favole della sinistra, queste sono le favole che hanno dato vita alla congiura contro di noi. Sono tutte storie quelle che le sta raccontando, menzogne pure, siamo nel campo del contrario della realtà». Berlusconi ha proceduto anche ad un appello: «Bisogna profittare dei mezzi della comunicazione, soprattutto della tv», per spiegare di aver «governato al massimo della positività, pur essendo frenato dall’architettura istituzionale» e dal fatto di avere «avuto i partiti minori» che l’hanno costretto a mediare. Lo ha detto il leader del Pdl intervenendo: «Ho passato anni a trattare con i signori Fini, Casini e Follini e non sono riuscito a presentare un disegno di legge per la riforma della giustizia da inviare al Parlamento», ha aggiunto. Lo stesso è avvenuto sulla «riforma delle pensioni fermata dalla Lega»: «Per cambiare il Paese occorre che gli italiani imparino a votare e a dare il voto al partito della sinistra o al Pdl, dimenticandosi dei piccoli partiti perché dare loro il voto è inutile e dannoso», ha concluso Berlusconi.

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