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Berlusconi gela Caldoro su Cosentino: niente questioni personali

Berlusconi gela Caldoro su Cosentino: niente questioni personali

Silvio Berlusconi ribadisce che nelle liste del Pdl non saranno candidati condannati in via definitiva. Mentre sugli indagati o su chi ha un processo in corso, «visto lo stato della giustizia, decideremo sulla base delle carte». L’ex premier spiega che sarà un comitato composto da avvocati del Pdl a stabilire se «i procedimenti sono fondati o no». Cita l’esempio di Alfonso papa, «che ha avuto 53 accuse di cui solo tre fondate». Stesso discorso per Nicola Cosentino: “Caldoro ha una posizione personale verso Cosentino, forse giustificata non lo so, da vicende locali che li hanno contrapposti, ma io non sono in grado di dire…». E proprio Alfonso Papa dalle pagine di Repubblica insiste per una sua candidatura e facendo riferimento alla sua possibile esclusione dalle liste, mentre Cosentino potrebbe invece rientrare, dice: «Se lui venisse ricandidato e io no, ci sarebbe quantomeno una fragilità nel rigore logico di una tale scelta». «Il garantismo e il principio di colpevolezza devono valere per tutti i cittadini – spiega. – Oggi Cosentino è diventato nell’immaginario collettivo della politica il “mostro”. E’ vero che le imputazioni che gli vengono mosse sono gravi e infamanti. Io, però, che ho letto le carte processuali che lo riguardano, penso che i fatti che supportano le accuse siano deboli e fragili. Sono convinto che nel processo dimostrerà la sua innocenza». A chi, come il governatore campano Stefano Caldoro, invita il Pdl a riflettere sull’opportunità di candidare inquisiti, Alfonso Papa risponde che occorrono «ripetizioni di garantismo»: «Per Caldoro sarei un magistrato impresentabile? A lui, e a quelli che la pensano come lui, rispondo che bisogna sempre aspettare le sentenze passate in giudicato». Al momento Papa ha offerto la sua disponibilità a candidarsi «a Berlusconi in persona», ma non ha ancora ottenuto risposta. «Ho messo la mia candidatura a disposizione per portare avanti la battaglia sui diritti civili nel momento in cui nessuna forza politica affronta questo problema – aggiunge Papa. – Offrire una disponibilità non significa creare un problema». Il deputato uscente ha ottenuto anche risposta dal Governatore della Campania: «Papa mi domanda, rispondo con chiarezza. No, non lo penso. Ha pagato un prezzo alto. Sono garantista, scelgo la politica e non il giustizialismo». Così il presidente della Regione Campania risponde su twitter.
Il braccio di ferro politico in atto da anni fra il governatore della Campania e l’ex coordinatore regionale del Pdl, Nicola Cosentino, ha aspetti anche giudiziari con due inchieste, aperte a Roma ed a Napoli sulla cosiddetta P3. Nelle attività che vengono attribuite dai pm all’associazione segreta c’è, infatti, anche l’ormai nota compilazione di un dossier che, diffuso su internet in vista delle elezioni regionali del 2010, avrebbe dovuto screditare Caldoro favorendo così la scelta di Cosentino come candidato governatore del centrodestra. Nell’inchiesta romana sulla P3 i pm Capaldo e Sabelli, chiuse le indagini, hanno chiesto il rinvio a giudizio di vari imputati, tra cui Cosentino: a suo carico le accuse di associazione per delinquere e violazione della legge Anselmi, più la diffamazione e la violenza privata ai danni di Caldoro. Quest’ultimo si è costituito in giudizio come parte civile. Cosentino, sentito dai pm, ha più volte respinto ogni addebito negando qualsiasi ruolo nel dossieraggio contro Caldoro. A Napoli, i pm – nell’ambito dell’inchiesta su un’altra presunta associazione segreta, la cosiddetta P4 – hanno preso le mosse dagli elementi emersi dall’inchiesta romana per ipotizzare nei confronti di Cosentino e dell’ex assessore regionale Ernesto Sica il reato di attentato contro un corpo dello Stato, in considerazione del ruolo istituzionale assunto da Caldoro. Quest’inchiesta è ancora nella fase preliminare, i pm hanno chiesto una proroga delle indagini.
Da parte sua chiude la polemica il sindaco de Magistris: «Per fortuna noi siamo la lista Ingroia, non candidiamo Cosentino e “company” ma candidiamo alla guida del nostro Paese un magistrato dalla schiena dritta che è stato isolato. C’è una bella differenza». Cos’ il primo cittadino si dice «contento di dare un contributo da Napoli a questa campagna elettorale». Il sostegno del sindaco di Napoli al candidato premier di Rivoluzione civile, Antonio Ingroia, ha il fine di «far andare in Parlamento persone che veramente si occupino di Napoli e della Campania, non come quelli di Pd, Pdl e Udc che si sono disinteressati. Poi farò campagna elettorale per candidati che non hanno avuto niente a che fare con la giustizia, a differenza dell’altro schieramento».

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