Berlusconi scarica Alfano: non capisce il Paese

Berlusconi scarica Alfano: non capisce il Paese
Foto: teleipnosi.blogosfere.it

Anche Silvio Berlusconi si fionda in campagna elettorale. Le posizioni assunte dal Cavaliere all’indomani della condanna inflittagli dal Tribunale di Milano per la vicenda dei diritti tv potrebbero essere lette in questa chiave. C’è chi sostiene, infatti, che la reazione alla decisione dei giudici milanesi fosse già pronta e studiata al tavolino in caso di sentenza sfavorevole. Gli attacchi sferrati da Berlusconi alla magistratura e al governo Monti, le accuse a Germania e Francia, riportano il Cavaliere prepotentemente sulla scena politica attuale, in un momento non certo favorevole per il Pdl. L’attacco di Berlusconi costringe gli avversari a cambiare le strategie elettorali ma con ogni probabilità è anche un modo per riprendere in mano le sorti del partito o forse anche il tentativo di capire chi è con lui e chi è contro di lui.
Oggi è una data cruciale per i partiti: si conosceranno i dati delle elezioni in Sicilia, un vero e proprio banco di prova per i partiti a livello nazionale e l’atteggiamento di Berlusconi potrebbe essere anche quello di chi, consapevole di una sconfitta, si prepara a intervenire nella gestione del partito, mettendo contemporaneamente all’indice l’attuale segretario Angelino Alfano, coloro che appoggiano il governo Monti e quelli che lavorano per intese elettorali con Casini.
Il messaggio lanciato dal Cavaliere con la conferenza stampa di sabato pare sia soprattutto rivolto all’interno dello schieramento del centrodestra.
Martedì, intanto, i dirigenti di via dell’Umiltà si riuniranno per il tavolo delle regole sulle primarie mentre Berlusconi partirà per il Kenya. Le primarie sono “affare loro”. Il partito è attonito, governato in queste ore dal panico, scialuppa in cui tutti i dirigenti cercano la rotta per salvarsi; partito soprattutto a un passo dalla scissione, tra berlusconiani e montiani.
Solo dopo una telefonata lunga un’ora, sabato a pranzo, Gianni Letta è riuscito a convincere l’ex premier a desistere dall’annuncio in conferenza stampa del varo di un nuovo partito, di una nuova lista. Alfano, per il momento tace: ricomparirà dopo i risultati del voto in Sicilia. Sa di avere buona parte del partito con lui, sulla sponda pro-Monti, ma una disfatta nella “sua” isola potrebbe portarlo alle dimissioni; fosse pure per provocare una scossa e trasformare le primarie in una corsa per la segreteria e contarsi lì sulla linea: quella oltranzista del capo o quella moderata che lui, Angelino, ormai rappresenta.

Barruggi

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