Mar. Ago 20th, 2019

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Berlusconi si ritira e punta su Monti per salvare il Pdl

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Per la prima volta dalla sua “discesa in campo” Berlusconi annuncia di non volersi ricandidare

Non «insegue le poltrone» e per non consegnare il Paese alla sinistra «di Fiom, Cgil e Vendola» è pronto a «fare un passo indietro» per favorire l’unità dei moderati di centrodestra. Per la prima volta dalla sua “discesa in campo” nel 1994 Silvio Berlusconi annuncia di non volersi ricandidare, di essere pronto a cedere la leadership dei moderati ad altri. E pensa a Monti che «è sempre stato nel campo dei moderati». Il Cavaliere spiega di avere già “sondato qualcuno” ma non esclude il Professore. Per l’annuncio sceglie ‘Libero’ con un colloquio, al ritorno dalla sua trasferta a Mosca per festeggiare i sessant’anni di Putin, intitolato «Lascio e vi spiego perché». Ed è sempre Maurizio Belpietro che riesce, a tarda notte, come racconta lui stesso, a strappare la promessa di un’intervista telefonica per stamani: a “Mattino cinque” Berlusconi apre alla possibilità che sia proprio l’attuale premier a guidare il rassemblement di moderati dal quale non può restare fuori nemmeno Fini. «Quando i moderati devono fare massa – ragiona Berlusconi – tutti i moderati devono esserci, non si possono sottrarre voti, nemmeno quelli di un singolo partito, è quindi obbligatorio che i moderati siano tutti assieme». Non c’è niente di “nuovo”, comunque, nella volontà di fare un passo indietro nè nell’annuncio di ieri del segretario Angelino Alfano che era “concordato”. «La rottamazione dei vecchi non esiste – spiega il Cavaliere – quello che ieri ha detto Alfano non è una notizia, lo avevo detto io in diverse occasioni. Eravamo al telefono ed io gli ho detto di insistere sull’unione dei moderati e sulla possibilità che io per consentire ciò facessi un passo indietro». Perchè se «Casini e Montezemolo per dar vita a un nuovo schieramento con il Pdl non vogliono Berlusconi, Berlusconi si toglie dalle scatole» chiosa. Per Berlusconi «non c’è trucco né possibilità di ripensamento» ma c’è un grande lavoro da fare per unire i moderati che poi dovranno «scegliere tutti insieme il loro leader». Intanto il Pdl cambierà simbolo perché «popolo della libertà è un bel nome, ma l’acronimo Pdl non comunica nessuna emozione».

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