Berluscoop, se il cavaliere si ritira dalla competizione elettorale!

Berluscoop, se il cavaliere si ritira dalla competizione elettorale!
FOTO ANGELO CARCONI/INFOPHOTO
FOTO ANGELO CARCONI/INFOPHOTO

Incredibile! Il modesto cronista che redige queste righe stenta a crederci; eppure l’abbiamo sentito tutti: la notizia è clamorosa, incredibile, non fosse che l’ha trasmessa a reti unificate Mediaset e sia stata immediatamente ripresa da tutti i canali tv, radio, siti web e testate giornalistiche del paese. Sono certo che voi stessi vi starete chiedendo, in questo momento, se dobbiamo credere o no alla notizia che appena pochi minuti fa è stata ripresa da ogni piccolo o grande polo d’informazione: Silvio Berlusconi si ritira dall’agone elettorale. Sì, di passi indietro e ripensamenti in avanti ne ha fatti tanti, troppi. Ma il suo tono, pochi momenti fa, in televisione, e le poche frasi che ha pronunciato, l’avete sentito anche voi, non lasciano dubbi: si ritira per sempre dalla vita politica e pubblica, e qualcuno molto vicino a lui sta raccontando, proprio in questi istanti, che il Nostro sta pensando di lasciare il paese per ritirarsi in un remoto luogo del pianeta e forse persino di cambiare nome e fors’anche connotati (speriamo di no altrimenti la faccia gli casca del tutto). Non riusciamo a capire il perché di questo gesto che lo stesso Berlusconi non ha spiegato nel suo breve discorso in tivù. Sì, anche lui sapeva che avrebbe perso le elezioni (e lo sperava: nelle ultime settimane aveva accumulato tante e tali promesse elettorali che gli sarebbero occorse una dozzina di legislature per evaderne la metà), ed era pure al corrente che i sondaggi che pompavano la rimonta erano più un escamotage per fare coraggio a sé e agli esigui elettori della sua parte politica, e che il “sorpasso” da lui sognato, evocava più la figura soccombente di Luis Trintignant che quella, altrettanto tragica, di Vittorio Gassman, ma che abbandonasse la gara in corsa, per quanto stesse arrancando, non ce lo aspettavamo. Cosa è successo allo sfrontato cavaliere, combattente indomito, irredimibile e battagliero (c’è qualche ridondanza, ma d’altronde di chi stiamo parlando?!)? Non lo sappiamo. Non sappiamo quale sia la molla scattata nella testa dell’anziano statista {ora non esageriamo [non dico con gli anni, ma con la statistica (dite che la statistica non ha niente a che vedere con gli statisti? E che volete che ne sappia Berlusconi!)]}. Forse si è improvvisamente reso conto, folgorato come un San Paolo alla rovescia sulla via demoscopica, che sta per essere abbandonato da tutti, e prima di essere lasciato, vuole che gli resti almeno la soddisfazione di essere lui a mollare? Ma no, no, non regge; una tale presa di consapevolezza presupporrebbe che il soggetto che ne fosse capace dimostrasse lucidità e capacità di analisi critica. E quando mai! No, deve trattarsi di qualcos’altro, ma proprio non riesco a…
No, quello che state leggendo non è un racconto di fantascienza; la fantascienza è quest’allucinata realtà che, chissà se malgrado noi, viviamo in Italia da decenni. Al contrario, la notizia surreale che abbiamo imbastito, e che non è più nemmeno importante né necessario sperare se sia falsa o se sia vera, potrebbe riguardare un paese normale. Ma che dico, in un paese normale l’aberrante realtà della società italiana, non potrebbe essere né pensata, prima ancora che vissuta, né sopportata, se pure trovasse un coriandolo di spazio e una finestrella di tempo. Consoliamoci: noi italiani siamo anormali. Ma, come ammonisce il poeta:“Felice chi è diverso / essendo egli diverso. / Ma guai a chi è diverso / essendo egli comune”.

errelombardi

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