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Bersani e il Cavaliere, ovvero il pescivendolo e il falsario

Bersani e il Cavaliere, ovvero il pescivendolo e il falsario
di Diogene

alfano_bersaniVolete il Presidente? Dovete aspettare: i voti sono finiti, passate domani! Pareva fatta. Bersani aveva pure abbracciato Alfano (già che si trovava poteva abbracciare pure il Cavaliere!), e credeva di aver messo le classiche quattro uova nel piatto con la designazione di Marini. Indecifrabile la mossa di Bersani; qualche giorno prima aveva dichiarato di avere poco da spartire con elementi come Brunetta e Gasparri. Aveva decisamente affermato che con quelli del pidielle non avrebbe mai “inciuciato” un bel niente. In precedenza, subito dopo le votazioni, avrebbe potuto avere contatti con il Berlusca per la formazione del nuovo governo; ma aveva sdegnosamente rifiutato i numerosi inviti arrivatigli da più parti del centro-destra. Nella circostanza aveva preferito corteggiare Grillo e il suo Movimento 5 stelle, ricavandone solo secchi rifiuti. Non ci crederete, ma lʼunica volta che Bersani – per lʼelezione a presidente della Repubblica – poteva trovare unʼintesa con Grillo e con il suo Movimento 5 stelle sul nome di Stefano Rodotà, che peraltro è uomo di sinistra, ha sterzato bruscamente a destra. In politica, come nella vita, mai dire mai. Così, alla vigilia del voto, lʼombroso Bersani avvicina i pidiellini. “Propongo Franco Marini – dichiara ad Alfano dopo aver riunito i suoi – se vi sta bene, i giochi sono fatti”. Va bene Marini, viva Marini, votiamo Marini. Ma votiamo è un plurale maiestatis che in politica non piace più, specie se si deve contraddire Bersani che oramai ne incassa una al giorno, specialmente dai suoi. Bersani: un fallimento continuo. Prima con il governo, poi con il Presidente; non ne “ingarra” più una che sia una, tra le contestazioni di una platea di centro-sinistra che lo vede come il fumo negli occhi. Infatti lʼultima trovata, la strana alleanza pro Marini, sta sfasciando il fronte del centro-sinistra. Vendola ha abbandonato la nave in tempesta e sembra avere le idee chiare sullo strano rapporto instaurato con il Cavaliere. Anche Renzi è insofferente, anche se fa finta di essere ligio alle direttive del partito. In tutta questa storia dellʼelezione a Presidente – visti anche gli esiti delle prime due votazioni – lʼimpressione è che qualcuno stia giocando a fare il furbo, senza molta fortuna. Non so se ricordate la storiella del pescivendolo e del falsario. Il primo aveva del pesce andato a male da piazzare, il secondo aveva del denaro falso da spacciare. Quando i due si incontrarono per la transazione, ognuno pensava di aver fatto lʼaffare: il primo pensava di aver finalmente trovato un gonzo per il suo pesce stantio; il secondo di aver finalmente piazzato il suo danaro falso. Sono proprio Bersani e il Cavaliere a recitare la parte del pescivendolo e del falsario; ognuno ha pensato di fare il furbo per una transazione che alla fine non ha convinto proprio nessuno; e sono stati smascherati. Intanto il popolo aspetta. Aspetta e spera, si diceva una volta, ma stavolta con tanta insofferenza ed intolleranza. I voti per oggi sono finiti. Domani altro giro, speriamo con un vincitore.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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