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Bill Clinton sui temi del lavoro spiana la strada a Obama

Bill Clinton sui temi del lavoro spiana la strada a Obama
di Vincenzo Pascale (da NY City)

La notte scorsa la convention democratica che si sta svolgendo a Charlotte, North Carolina, ha acceso i riflettori su Bill Clinton. L’ex Presidente è ancora molto amato dalla base democratica per la sua capacità oratoria ma anche perché sotto la sua presidenza gli Stati Uniti attraversarono un florido periodo economico. Smagrito, ma ancora capace di tenere il palco come pochi altri politici americani, Bill Clinton ha lanciato una lunga volta al Presidente Obama che interverrà questa sera a chiusura della Convention democratica che lo incoronerà leader del partito e ricandidato alla Presidenza USA. Due i capisaldi del discorso di Clinton, durato circa quaranta minuti: la capacità del Partito democratico, quando sarà alla guida della nazione, di creare più lavoro dei repubblicani. E qui, Clinton ha portato ad esempio il numero dei posti di lavoro creati da ogni amminisitrazione democratica rispetto a quelli creati dalle amministrazioni repubblicane. Un discorso tutto volto alla statistica, a provare con numeri i fatti , la capacità del Partito democratico di essere vicino ai lavoratori ed alla classe media e di investire sulla mobilità sociale attraverso l’istruzione. Evidenziando che la Presidenza Obama ha posto riparo ad una economia nazionale disastrata dalla precedente amministrazione.
La seconda parte del discorso dell’ex presidente Clinton è stata tutta incentrata sulla capacità di dialogo del presidente Obama, definito uomo del dialogo, capace di interloquire con i repubblicani moderati sino a nominarne alcuni ai vertici della sua amministrazione. Ha poi scherzosamente portato ad esempio la capacità di Obama di riconciliarsi con i suoi oppositori nominando la moglie Hillary Clinton segretario di Stato. Non sono mancate le stoccate al Partito repubblicano definito partito incapace di riconciliare un paese diviso tra i pochi ricchi e i tanti che stentano a trovare un lavoro ed avere una vita decente. Un partito finito tra le mani di estremisti che hanno esacerbato l’odio politico e la divisione sociale. Un partito che, quando era guidato da Ronald Reagan e da George H. Bush, lui stesso da governatore dell’Arkansas dialogò e raggiunse ottimi risultati politici e sociali. Il partito repubblicano di questo momento rifiuta ogni dialogo con chi cerca di unire la nazione. In conclusione, Bill Clinton ha saputo toccare nervi scoperti della politica americana di questi anni. Ha convinto da un punto di vista emozionale, meno da quello dei programmi del Partito democratico, quindi politico. Ma per conoscere il programma dei Democratici bisogna attendere il discorso del Presidente Obama, questa sera.

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