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Bimbi a prova di maieutica

Bimbi a prova di maieutica
di Nicoletta Tancredi

imagePaola fa colazione. In una mano ha il biberon del lattuccio, con l’altra sposta a fatica la poltroncina della Chicco.
“Ma dove vuoi portarla?”
“Mamma, vuole bedere la bisione” (Mamma, vorrei guardare la tv)
E infatti posiziona la poltroncina proprio sotto al televisore.
“Ma, Paola – comincio a spiegarle con voce calma e pacata – non ti conviene stare seduta così vicino”.
Mi guarda con occhioni grandi e belli, ancora un po’ assonnati. “Sì, mamma!” – mi risponde con voce altrettanto pacata.
È proprio vero che i bambini sono il tuo riflesso. A voce tranquilla corrisponde voce tranquilla. Nel giro di due battute, l’avrò sistemata.
“Sai, Paola, anche quando si va al cinema, non si scelgono mai i posti nelle prime file. È preferibile sedersi lontano”.
“Sì, mamma!”
“Al teatro, invece, è diverso. Lì sì che è meglio mettersi davanti.”
“Sì, mamma!”
L’ho quasi persuasa. Chi dice che sia poi così difficile convincere i bambini? Basta usare le giuste maniere.
“E sai come si chiama anche il cinema? Si chiama grande schermo!”
“Sì, grande cchermo!”
“E la tv, invece, si chiama piccolo schermo!”
“Sì, piccolo cchermo!”
“Perciò se si sta seduti distanti dal grande schermo, si sta distanti anche dal piccolo schermo. È vero?”
“È bbero, mamma!”
“Allora, vuoi spostarti un po’ più indietro?”
“No!”

Piccole e (in)confutabili verità di Mummybook

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