Lun. Ago 19th, 2019

I Confronti

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Brunetta, Cicchitto e Sacconi? “Incapaci, inutili e indigenti”

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Buttafuoco su Repubblica stila il glossario dei “destrutti”, berlusconiani in marcia verso il macero
di Barbara Ruggiero

Un vero e proprio vocabolario della crisi.
Della crisi generale ma più precisamente della crisi della destra italiana. Pietrangelo Buttafuoco su “Repubblica” di oggi ha ideato un dizionario dei cosiddetti “destrutti”, di tutti i politici di destra distrutti; una sintesi del berlusconismo che “al netto di avanspettacolo e arci-Italia si conclude con un inevitabile fallimento”.
Repubblica tenta la strada del racconto della politica italiana distrutta da un serie di avvenimenti; che stenta a decollare e che, nel caso specifico della centrodestra, annaspa in attesa delle primarie che, ove mai venissero confermate, dopo molti si-no-forse, si preannunciano come le più brevi della storia.
Buttafuoco, nel suo articolo/fotografia della destra italiana evidenzia il fallimento della destra berlusconiana, ricordando la frase rivelatrice che avrebbe proferito lo stesso cavaliere: “Se solo ci fossero Sandra e Raimondo metterei loro…”.
“Fece di tante zucche altrettanti deputati” – spiega Buttafuoco nella sua premessa, prima di cominciare a scrivere questo particolare vocabolario, che va dalla A di Angelino Alfano, leader attuale del Pdl, fino alla Z di Iva Zanicchi, cantante e conduttrice televisiva dei tempi d’oro di Mediaset, anche parlamentare europea Pdl. Si finisce proprio con la Zanicchi che avrebbe dichiarato: “Sono profondamente delusa, ho creduto in lui, ora sono nelle tenebre. Lo stimavo, quasi come una mamma o una sorella maggiore. Non lo posso perdonare. Ha sprecato un talento personale enorme, l’ha buttato al… Forse per presunzione o perché attorniato da persone sbagliate, da yes-men che gli hanno detto sempre di sì. C’è pure chi ha detto che è alto”.
Il dizionario è molto articolato: una voce almeno per ogni lettera. E allora avanti con Marcello Dell’Utri, con Daniela Santanchè, socia di Flavio Briatore con cui si adopera per il ritorno in campo del Cavaliere, con le escort che Buttafuoco definisce “un tipico e fiorente mercato di destra oramai rovinato”.
C’è spazio poi per le tre “I” che un tempo furono i cavalli di battaglia del centrodestra: internet, inglese e impresa. Tre iniziali che adesso – spiega ironicamente l’articolo – Berlusconi usa per identificare i tre socialisti Renato Brunetta, Maurizio Sacconi e Fabrizio Cicchitto: tre “i” che stanno per “incapaci, inutili e indigenti”. Pare – dice Buttafuoco – che il Cavaliere usi questi termini ogni volta che vede i suoi in tv, ricordando che senza di lui i tre non hanno neppure i soldi per pagarsi i manifesti.
Riferimenti ancora a Roberto Formigoni, che l’articolo definisce “malato di mattone”, a Giorgia Meloni e alle sue origini della Garbatella, a Ignazio La Russa, che avrebbe già pronto il simbolo del suo nuovo partito, “Centrodestra per l’Italia” e a Alessandra Mussolini.
Quanto a Italo Bocchino, Buttafuoco ricorda che si capì che era finita per il Cavaliere quando le donne cominciarono a preferirgli Italo.
Gianni Alemanno passerà alla storia come sinonimo di calamità naturale, con la neve che pare – ricorda Buttafuoco, riferendosi agli eventi dello scorso anno – affondargli la sindacatura.
Non mancano gli accenni alla lingua che cambia e alla storia dei giorni nostri che un domani sarà raccontata con parole tipo “bandana”, “bunga bunga”, “culona”, “mi consenta”, “cribbio”….
Rammarico per i libri di Oriana Fallaci, inizialmente libertari e radicali che sono finiti accanto ai volumi di Magdi Allam e di Brunetta.
Alla voce “poesia” spiccano i nomi di Sandro Bondi e Mariano Apicella.
Riferimento anche a Renato Schifani, già penalista, oggi statista. “E’ lo statista che tutto il mondo ci invidia”, dicono i suoi collaboratori. “Solo che non se lo prende nessuno” commenta Berlusconi che ormai da un pezzo non gli risponde al telefono. Né, tantomeno, lo cerca.
Tra gli “indestruttibili” spicca il nome dell’unico superstite, Bruno Vespa, che, pur di non farsi distruggere, ha fatto commuovere Bersani.


b.ruggiero@iconfronti.it

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