Buon lavoro, presidente

Buon lavoro, presidente
di Luigi Rossi
Il Capo dello Stato Sergio Mattarella
Il Capo dello Stato Sergio Mattarella

L’Italia, per tante e note insufficienze e perché al quanto isolata nel contesto internazionale, ha sempre meno voce per dettare l’agenda nel contesto internazionale. Il mondo politico accentua questo isolamento perché continua a pensare e agire seguendo interessi che corrispondono poco a scelte capaci di favorire il bene comune. Per i semplici cittadini le continue dichiarazioni dei pochi che contano pongono un serio problema di credibilità, che ormai non può più essere ignorato; perciò appare giustificato il barlume di ottimismo che ha suscitato il diffuso commento positivo circa la scelta del nuovo presidente della repubblica. La sua storia personale e familiare lo avvicina molto al cittadino comune, quindi consente di ben sperare sulla possibilità che possa operare da garante perché finalmente il palazzo si faccia carico dei problemi che nel quotidiano assillano tanti, i più.

Nello specifico, date le competenze e l’esperienza, ci si augura che egli possa operare per determinare la progressiva riduzione dell’incidenza di centri di potere che condizionano le scelte di politica economica consentendo ai politici di liberarsi di un’asfissiante tutela ed operare ridimensionando chi ritiene sempre più scomodo e irrilevante il voto popolare e, di conseguenza, la democrazia vero ostacolo al processo decisionale. Inoltre, è auspicabile che la sua azione vigili per far comprendere che risulta fuorviante e pericolosa la continua critica alla nostra Costituzione e alle procedure che ad essa si richiamano. Certamente non è una soluzione la reiterata invocazione di riforme se si dimentica che non sono buone leggi a produrre automaticamente effetti positivi quando a usarle sono personaggi mediocri, interessati e dalla cattiva coscienza, condizionati dalla corruzione dell’egoismo. Al contrario, anche costituzioni mediocri possono produrre effetti buoni se ad animarle sono forze politiche completamente dedite al bene comune. L’esperienza democratica può risultare mera gestione dell’esistente se non elabora un adeguato progetto in grado di stimolare le dinamiche di un’effettiva giustizia sociale; invece, opera rettamente se riesce a superare ogni atteggiamento populista, che minaccia di rendere il popolo sovrano soggetto sostanzialmente passivo, prono alle sollecitazioni di chi al potere, per consolidare il consenso, avanza progetti con parole accattivanti, battute facili, immagini evocative determinando assuefazione plebiscitaria.

L’augurio che facciamo al nuovo presidente è di salvaguardare la Costituzione sulla quale giurerà per evitare che si trasformi in uno strumento in mano a chi è abile nello strumentalizzare regole e procedure; la nostra Carta continui ad essere la legge fondamentale nella quale si riconoscono tutti, disposti a seguirne prescrizioni e procedure consapevoli che consentono di sentirsi cittadini partecipi e responsabili di una nuova Italia pronta ad aiutare chi ha bisogno, a coltivare i sogni dei giovani, a garantire meritato riposo a chi ha lavorato per il suo sviluppo nella concordia tra generazioni perché il nostro paese continui ad esser giardino dell’Europa.

Buon lavoro presidente, che il suo settennato sia al servizio dell’unità degli italiani.

 

 

redazioneIconfronti

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