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Buon sangue non mente!

Buon sangue non mente!
di Nicoletta Tancredi

02-00072287h_352-288Feste!
Inizia la scuola, le prime amicizie, questa moda irrinunciabile di festeggiare il compleanno in ludoteca.
E via con gli inviti di tutte le principesse di tutti i reami e di tutti i supereroi (anche quelli dei miei tempi).
Li tiri fuori dagli zainetti, li attacchi sul frigo e lasci che le tue settimane passino così, scandite tra un genetliaco e un altro dei compagni di classe delle tue bambine.
Anche stasera così.
Benissimo!
Le lavo, le vesto carine, le accompagno, parlo con i genitori, cerco di conoscere, capire e soprattutto tento per tutta la serata di staccarmi di dosso queste due cozze delle mie creature, che passano dall’entusiasmo incontenibile in auto “andiamo alla festa del mio amichettoooooooooooo” alla richiesta SOS in ludoteca “mamma, mamma, voglio stare vicino a te!”.
Stasera, però, è andata meglio. Era la festa di un’amichetta di Camilla.
È andata meglio perché le due sorelline, che carine, si sono sedute su una panchetta porta giochi.
Amorevoli!
Tutti gli altri bambini saltavano, cantavano, pendevano dalle labbra dell’animatrice…
E loro lì, sulla pancetta. A guardare.
Che tenere!
likeithotVicine, vicine.
Di tanto in tanto si giravano per vedere dove fossi!
Allora io, seduta e mesta su una sedia poco distante, sebbene nell’area adulti, ho cominciato a ragionare sul perché di tutto questo tentennare.
E, volendo mettermi nei loro panni, ho pensato a me alla loro età.
E pensa e ripensa, io credo di aver vissuto i primi momenti di imbarazzo intorno ai dodici anni, in età preadolescenziale.
Non staranno mica vivendo la preadolescenza a 2 anni e mezzo e 4 anni?
E le guardavano, serie e immobili, mentre gli altri bambini facevano il trenino.
Due baby-zitelle.
E allora mi è venuto in mente che io alle feste non solo ci andavo, ma le organizzavo!
Certo loro sono piccole.
Ma io la prima festa a sorpresa, sorpresa per mia madre, l’ho organizzata a casa mia che avevo cinque anni.
Cinque!
“Mamma, oggi è il mio onomastico!”
“Sì!”
“Bene, do una festa!”
“E chi vorresti invitare?”
“Ho invitato tutta la classe, compresa la maestra!”
“A che ora?”
“Alle tre!”
E via con le zeppole fritte.
Intanto Camilla si gira con sguardo malinconico.
Paola viene di corsa verso di me.
E io che continuo a chiedermi perché non si inseriscano.
Poi l’illuminazione.
Ma è ovvio… hanno preso dal padre!

Piccole e (in)confutabili verità di Mummybook

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