Buona Pasqua, o almeno così così

Buona Pasqua, o almeno così così
di Ernesto Scelza
Ernesto Scelza
Ernesto Scelza

Gli italiani, sfiancati da una crisi infinita, da questa Pasqua non si attendono granché. Che almeno le cose non peggiorino. “Mai peggio” rispondevano i nostri vecchi a chi domandava loro come stessero. Ed era la filosofia della rassegnazione di chi ne aveva viste e subite tante. Sta diventando anche la nostra, di filosofia. Un esempio: chi aveva pensato ad un paio di giorni di vacanza in Costiera cilentana prevedeva ore di disagi in macchina per il disastro della viabilità provinciale. Ma il tempo è sul brutto e si consolano: Pasqua e Pasquetta a casa. E ancora: Renzi ha confermato il taglio dell’Irpef per i redditi bassi. 80 Euro al mese sono pochi, ma meglio di niente. Non toccano a tutti quelli che ne avrebbero bisogno, ma c’è la promessa che se ne riparlerà. I soldi per le coperture saranno recuperati anche dalla sospensione del programma degli F16: non si capisce cosa voglia dire, ma ci stiamo. Gli stipendi alti dei dirigenti dello Stato avranno un tetto. Non riguarderà i manager delle aziende di Stato quotate in borsa, ma ci va bene. Le banche protestano per il previsto aumento della pressione fiscale. Non è la condanna del denaro, non è “il denaro è l’anti-Dio” di padre Cantalamessa, ma almeno questa volta a gioire non sono quelli che la crisi l’hanno provocata e ci hanno sguazzato. E anche gli anziani del centro di Cesano Boscone che sconteranno -loro!- la pena di affidamento ai servizi sociali inflitta al ‘NonpiùCav’ tirano un sospiro di sollievo: dovranno sopportarlo solo per quattro ore la settimana e per pochi mesi.

I Confronti / Le Cronache del Salernitano

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