Lun. Giu 17th, 2019

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Caccia a mister X, Y e W nei misteri del Vaticano

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Le carte con cui il Vaticano ha rinviato a giudizio Paolo Gabriele e il tecnico informatico Claudio Sciarpelletti probabilmente rappresentano solo l'inizio di una vicenda che non vedrà la parola fine con il processo all'assistente del Papa. Come ammettono i giudici, infatti, le indagini pare non abbiano fatto ancora piena luce su tutte le intricate vicende esplose dopo la pubblicazione del libro “Sua Santità” di Nuzzi. Ci sarebbero, a quanto pare, testimoni che sanno sicuramente qualcosa in più sulla vicenda e che sono stati citati solo con una lettera. Mancano all'appello, poi, alcuni documenti usciti dalle stanze papali a mai ritrovati.

Foto: euronews.it

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Le carte con cui il Vaticano ha rinviato a giudizio Paolo Gabriele e il tecnico informatico Claudio Sciarpelletti probabilmente rappresentano solo l’inizio di una vicenda che non vedrà la parola fine con il processo all’assistente del Papa. Come ammettono i giudici, infatti, le indagini pare non abbiano fatto ancora piena luce su tutte le intricate vicende esplose dopo la pubblicazione del libro “Sua Santità” di Nuzzi. Ci sarebbero, a quanto pare, testimoni che sanno sicuramente qualcosa in più sulla vicenda e che sono stati citati solo con una lettera. Mancano all’appello, poi, alcuni documenti usciti dalle stanze papali a mai ritrovati.
Chiusa la questione Gabriele, in Vaticano si sarebbe aperta un’altra questione molto più scottante che ipotizzerebbe reati ben più gravi: delitti contro lo Stato, vilipendio delle istituzioni dello Stato, calunnia, diffamazione, concorso di più persone in reato.
Uno dei primi punti che non torna è la questione del signor E. Il giudice scrive di un tale signor E. – sottoposto a perquisizione – che avrebbe fornito un documento a Nuzzi. Ma chi è il signor E.? E perché non risulta indagato?
Poco chiaro anche il ruolo del padre spirituale di Gabriele, definito come signor B. Nell’interrogatorio, l’aiutante del Papa pare abbia raccontato di aver affidato anche al suo padre spirituale una copia dei documenti consegnati successivamente a Nuzzi. Il sacerdote, sentito dagli inquirenti, ha confermato di aver ricevuto i documenti prima che scoppiasse lo scandalo, ma di averli distrutti: ne conosceva l’importanza e sapeva si trattasse del frutto di un’attività non legittima. Ma il padre spirituale di Gabriele fa ancora una cosa strana: consiglia all’assistente del Papa di non parlarne con nessuno, se non con Benedetto XVI in persona.
Mister W, X e Y sono tre nomi che non vengono citati nell’elenco dei testimoni ma che non è dato sapere se siano estranei, sospettati o già indagati nell’ambito della vicenda Vatileaks.
Mister W pare abbia fatto da intermediario tra Gabriele e Nuzzi, consegnando a quest’ultimo una busta con i documenti incriminati. A quanto avrebbe dichiarato Sciarpelletti, mister W sarebbe stato per Gabriele la chiave per arrivare a mister Y, altro personaggio misterioso. Sempre il tecnico informatico ha, poi, tirato in ballo anche un’altra persona, mister X, che gli avrebbe consegnato un’altra misteriosa busta da “smistare”.

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