Cafusa, Occhio di Falco e dintorni: più o meno “moviola in campo”

Cafusa, Occhio di Falco e dintorni: più o meno “moviola in campo”
di Diogene

Aldo Biscardi, nella storica trasmissione “il processo del lunedì”, negli anni Ottanta, era stato il promotore della moviola in campo. Quanto tempo è passato? Ebbene, non ci crederete, la vecchia proposta di Biscardi – opportunamente corretta, modificata e aggiornata ai tempi – è in cantiere.
All’inizio, trent’anni fa, quando Biscardi parlava di tecnologia avanzata e voleva la moviola in campo, in tanti storcevano il muso. “Ma dove vuole andare questo qui… – dicevano o pensavano in tanti, arbitri in prima fila – in campo ci manca solo la moviola, e poi siamo a posto!”. Poi gli errori arbitrali, sempre più frequenti e sempre più “pizzicati” da una tecnologia galoppante, da telecamere piazzate ovunque, con eventi visti sempre con lente d’ingrandimento e da una moviola da studio inflessibile, avevano in un certo qual senso ammorbidito il pensiero oltranzista e conservatore dei vertici arbitrali. Se proprio vogliamo essere più precisi, visto che un arbitro può sbagliare, allora ci vuole il quarto uomo, vale a dire un altro collaboratore dell’arbitro, oltre ai due guardalinee.
Ancora errori, ancora moviole, ancora polemiche, gol visti e non visti, palloni entrati o non entrati in porta; allora per aiutare meglio l’operato dell’arbitro ci vogliono due giudici di linea. E siamo a sei! Basta così? Nemmeno per sogno! I gol e i non gol continuano ad imperversare. Vogliono favorire questa squadra, no vogliono condannare quest’altra. I palloni entrano in porta ma non li vedono; allora a che servono questi giudici di linea?
Oggi arriva la rivincita di Biscardi e compagni. Non sarà moviola in campo, ma poco ci manca. Al mondiale per club che inizia il 6 dicembre in Giappone, saranno utilizzate due tecnologie innovative. Allo Yokohama Stadium sarà utilizzato il sistema GoalRef. Si tratta di una tecnica ideata in Danimarca e realizzata in Germania dal Fraunhofer Institute for Integrated Circuits IIS; essa è basata su un sistema di campi magnetici e su un chip inserito direttamente nel pallone. Se il pallone varca la fatale linea di porta, il circuito dello stesso si interrompe e si è dunque in grado di segnalare con certezza il gol. Poteva essere un problema costruire un pallone con caratteristiche speciali ma Adidas dopo opportune sperimentazioni è riuscita in questo intento e ha sfornato Cafusa, un pallone dal nome eccentrico. Il pallone sarà utilizzato in Giappone in occasione della Coppa del Mondo per club, ma è stato soprattutto ideato per la FIFA Confederations Cup dell’anno prossimo in Brasile.
È finita? Manco per idea! Sempre in Giappone sarà sperimentato, questa volta al Toyota Stadium, un’altra tecnologia che ha ottenuto l’assenso della Fifa: il cosiddetto Occhio di Falco, opera dell’azienda inglese Hawk-Eye Innovations che si basa su un sistema di fotocellule che permette di rilevare con esattezza i movimenti del pallone. L’Occhio di falco è già utilizzato in altri sport, per esempio nel tennis, dove ha totalizzato una media errore di 3,6 millimetri. Applicato al calcio la nuova tecnologia prevede l’impiego per ogni porta di 7 fotocamere ad alta definizione e un computer destinato ad elaborare le informazioni (200 immagini al secondo). Il computer è in grado di comunicare all’arbitro, in tempo reale, il risultato della misurazione.
Scusate, ma una considerazione dopo averne viste già di tutti i colori, è d’obbligo: allora aveva ragione Biscardi trent’anni fa? Se non è moviola in campo, poco ci manca.
E non finisce qui, statene certi, con buona pace della classe arbitrale.

redazioneIconfronti

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