Lun. Ago 19th, 2019

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Cafusa, Occhio di Falco e dintorni: più o meno “moviola in campo”

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Il Giappone lancia fotocellule e diavolerie varie che evocano il sogno proibito di Biscardi
di Diogene

Aldo Biscardi, nella storica trasmissione “il processo del lunedì”, negli anni Ottanta, era stato il promotore della moviola in campo. Quanto tempo è passato? Ebbene, non ci crederete, la vecchia proposta di Biscardi – opportunamente corretta, modificata e aggiornata ai tempi – è in cantiere.
All’inizio, trent’anni fa, quando Biscardi parlava di tecnologia avanzata e voleva la moviola in campo, in tanti storcevano il muso. “Ma dove vuole andare questo qui… – dicevano o pensavano in tanti, arbitri in prima fila – in campo ci manca solo la moviola, e poi siamo a posto!”. Poi gli errori arbitrali, sempre più frequenti e sempre più “pizzicati” da una tecnologia galoppante, da telecamere piazzate ovunque, con eventi visti sempre con lente d’ingrandimento e da una moviola da studio inflessibile, avevano in un certo qual senso ammorbidito il pensiero oltranzista e conservatore dei vertici arbitrali. Se proprio vogliamo essere più precisi, visto che un arbitro può sbagliare, allora ci vuole il quarto uomo, vale a dire un altro collaboratore dell’arbitro, oltre ai due guardalinee.
Ancora errori, ancora moviole, ancora polemiche, gol visti e non visti, palloni entrati o non entrati in porta; allora per aiutare meglio l’operato dell’arbitro ci vogliono due giudici di linea. E siamo a sei! Basta così? Nemmeno per sogno! I gol e i non gol continuano ad imperversare. Vogliono favorire questa squadra, no vogliono condannare quest’altra. I palloni entrano in porta ma non li vedono; allora a che servono questi giudici di linea?
Oggi arriva la rivincita di Biscardi e compagni. Non sarà moviola in campo, ma poco ci manca. Al mondiale per club che inizia il 6 dicembre in Giappone, saranno utilizzate due tecnologie innovative. Allo Yokohama Stadium sarà utilizzato il sistema GoalRef. Si tratta di una tecnica ideata in Danimarca e realizzata in Germania dal Fraunhofer Institute for Integrated Circuits IIS; essa è basata su un sistema di campi magnetici e su un chip inserito direttamente nel pallone. Se il pallone varca la fatale linea di porta, il circuito dello stesso si interrompe e si è dunque in grado di segnalare con certezza il gol. Poteva essere un problema costruire un pallone con caratteristiche speciali ma Adidas dopo opportune sperimentazioni è riuscita in questo intento e ha sfornato Cafusa, un pallone dal nome eccentrico. Il pallone sarà utilizzato in Giappone in occasione della Coppa del Mondo per club, ma è stato soprattutto ideato per la FIFA Confederations Cup dell’anno prossimo in Brasile.
È finita? Manco per idea! Sempre in Giappone sarà sperimentato, questa volta al Toyota Stadium, un’altra tecnologia che ha ottenuto l’assenso della Fifa: il cosiddetto Occhio di Falco, opera dell’azienda inglese Hawk-Eye Innovations che si basa su un sistema di fotocellule che permette di rilevare con esattezza i movimenti del pallone. L’Occhio di falco è già utilizzato in altri sport, per esempio nel tennis, dove ha totalizzato una media errore di 3,6 millimetri. Applicato al calcio la nuova tecnologia prevede l’impiego per ogni porta di 7 fotocamere ad alta definizione e un computer destinato ad elaborare le informazioni (200 immagini al secondo). Il computer è in grado di comunicare all’arbitro, in tempo reale, il risultato della misurazione.
Scusate, ma una considerazione dopo averne viste già di tutti i colori, è d’obbligo: allora aveva ragione Biscardi trent’anni fa? Se non è moviola in campo, poco ci manca.
E non finisce qui, statene certi, con buona pace della classe arbitrale.

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