Dom. Lug 21st, 2019

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Cairo costruirà sulla libertà che ha fatto grande La7

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I programmi cult non saranno in discussione, nuove iniziative nella fascia oraria pomeridiana

POLEMICA SU TRATTATIVA ESCLUSIVA DI LA7 CON CAIRO-FOTO ARCHIVIOEntro giugno sarà pronto il piano strategico di La7 del nuovo editore Urbano Cairo.
L’imprenditore ha firmato il contratto nella giornata di mercoledì e, una volta ottenuto il via libera delle autorità, rileverà la tv da Telecom Italia Media.
Cairo, che ieri ha parlato per la prima volta alla stampa dopo qualche battuta nei giorni scorsi, non anticipa i numeri ma esprime i concetti chiave dei suoi programmi per l’emittente. Primo tra tutti, l’indipendenza: «Sono dell’idea che serva una grande protezione dell’autonomia dei giornalisti. Non devono esserci veti da parte di nessuno e credo che debba esserci una grande autonomia e una linea editoriale chiara, che è quella attuale» – ha affermato Cairo in conferenza stampa.
«La grande libertà di espressione è una caratteristica distintiva della rete, che deve essere preservata e mantenuta».
«La linea editoriale centrata sull’informazione è quello che continueremo a sviluppare – ha dichiarato Cairo -. Ma questo non vuol dire che non si possa lanciare qualcosa di diverso nelle fasce orarie che sono da rivedere, guardando magari a un target di pubblico oggi lontano da La7». Una delle fasce orarie di cui parla Cairo sarebbe quella tra le 15 e le 20.
Non verranno toccati i programmi di punta: il nuovo editore ha citato “Otto e mezzo”, “Servizio Pubblico”, “Le invasioni barbariche”, “Piazza Pulita”, “Omnibus”, il telegiornale di Enrico Mentana e il programma di Maurizio Crozza. «Quando hai delle cose che vanno bene – ha detto Cairo a proposito delle suddette trasmissioni – l’ultima cosa che fai è toccarle».
Ci saranno delle inevitabili «economie da fare» che verranno portate avanti senza stravolgimenti e «senza toccare i dipendenti».
A chi nei giorni scorsi aveva ipotizzato una partecipazione in cordata di giornalisti o di altri imprenditori nella costituzione del cosiddetto terzo polo televisivo, Cairo ha risposto così: «Intanto abbiamo un vincolo di ‘lock up’ di 24 mesi e quindi non possiamo vendere neanche un’azione. Ma io non credo tantissimo alle cordate, soprattutto in campo editoriale: una componente importante è intercettare i gusti della gente e, con troppi soci che dicono la loro, si rischia di fare passi falsi».
Infine, qualche battuta con i cronisti: «Per cucinare la patata bollente le ricette si sprecano. Sarà un compito sfidante rimetterla in sesto velocemente» – ha detto riferendosi alla dichiarazione che rilasciò a caldo dopo il via libera all’acquisizione.

(b. r.)

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