Calcio: Zeman contro Conte, Prandelli ‘juventino’ e Marotta esplode

Calcio: Zeman contro Conte, Prandelli ‘juventino’ e Marotta esplode

Zdenek Zeman (foto) di nuovo all’attacco della Juventus. Questa volta nel mirino c’è la squalifica di Antonio Conte per il calcioscommesse. «Anche un calciatore squalificato si allena. Ma, se gli infliggono una squalifica lunga, però non mi sembra giusto», ha detto l’allenatore nell’ultima conferenza stampa a Irdning, in Austria, prima di fare rientro in sede con la Roma per la fine della seconda parte del ritiro precampionato, con chiaro riferimento alla squalifica di 10 mesi ricevuta dall’allenatore della Juventus. Riguardo in generale alle sentenze emesse venerdì scorso dalla Commissione disciplinare nel processo sul Calcioscommesse, il boemo non si sbilancia. «Non lo so, io finora non capisco – ammette -. Non ho letto le carte e quindi non posso parlare su quello che si dice. Se si vuole debellare questa cosa, bisogna comunque essere più decisi». Di tutto altro avviso il commissario tecnico della nazionale: «Zeman ha detto che un tecnico sospeso per tre mesi non dovrebbe allenare? Per me già una squalifica di 10 mesi è abbastanza pesante, non vedo perchè uno non possa allenare». E’ quanto ha dichiarato Cesare Prandelli commentando la dichiarazione del tecnico boemo (che peraltro non ha mai nominato Antonio Conte), secondo il quale un allenatore sospeso come minimo per tre mesi non dovrebbe svolgere regolarmente il proprio lavoro. «Ho rispetto per delle sentenze e per la giustizia sportiva – ha poi aggiunto Prandelli – C’è la voglia di ricominciare la stagione in maniera limpida». E la Juve difende il proprio allentatore, «Anche se non ha mai menzionato Conte, il riferimento di Zeman era chiaro. O la sua era una boutade, o è stato inopportuno, perchè parla di un collega condannato per omessa denuncia e non illecito. Il regolamento dice che può andare in panchina. Zeman aveva già parlato degli scudetti della Juventus e il fatto è ancora più grave perchè alimenta tensioni». L’amministratore delegato della Juventus, Bappe Marotta, risponde così al tecnico della Roma, secondo il quale chi è squalificato per un lungo periodo non dovrebbe neppure allenare. «Di lui mi ricordo ancora il maggio 2005 – aggiunge Marotta – quando negli ultimi dieci minuti di Lecce-Parma seguì la partita con le spalle girate al campo. Devo ancora capire quel gesto: dovrebbe spiegarlo invece di interessarsi delle vicende che non lo riguardano». «Ritengo inopportuna l’uscita di Zeman. Lui stesso ha detto di non aver letto le carte; quindi non trovo appropriate le sue dichiarazioni, con le quali, pur senza citarlo, alludeva chiaramente ad Antonio Cont». E poi Marotta si scatena nell’antipatica richiesta di sanzioni per Zeman: «Mi auguro che il presidente dell’associazione allenatori prenda una posizione. Già non avevo capito e, ovviamente, non avevo condiviso le frasi di Zeman sul numero degli scudetti della Juventus; adesso ritengo che quelle su un suo collega siano proprio inconcepibili ed inaccettabili», ha precisato Marotta. «Allorquando si squalificano calciatori e allenatori si creano grandi danni, anche economici, alle società di calcio. Ciò avviene anche senza prove certe, a causa di un codice obsoleto, da cambiare al più presto. Noi rispetteremo di certo le sentenze, quando queste saranno definitive. Ma c’è anche un regolamento, che dice chiaramente che è lecito che un allenatore possa svolgere il suo lavoro durante la settimana», ha concluso il direttore generale dei bianconeri.

m.amelia

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