Dom. Lug 21st, 2019

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Calcioscommesse. Chieste condanne per il Napoli, Grava e Cannavaro

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Il Napoli rischia un punto di penalizzazione e 100mila euro d’ammenda

Il Napoli rischia un punto di penalizzazione e 100mila euro d’ammenda. Nei confronti di Paolo Cannavaro e di Gianluca Grava, il Procuratore federale, Stefano Palazzi, ha chiesto 9 mesi di squalifica per l’omessa denuncia della proposta illecita. E’ di tre anni e tre mesi, invece, la richiesta per l’ex portiere del club azzurro Matteo Gianello. Il presidente della Commissione disciplinare, Sergio Artico, alle 18 di oggi ha chiuso il dibattimento del processo sportivo sul filone di Napoli del calcioscommesse. La commissione si è poi riunita in camera di consiglio e le sentenze sono attese nel fine settimana. Il dibattimento si è chiuso con l’intervento del legale di Matteo Gianello, avvocato Eduardo Chiacchio, che ha chiesto la derubricazione del capo d’imputazione per il suo assistito. «Chiedo che venga riconosciuto a Gianello esclusivamente la violazione dell’articolo 1 del codice di giustizia sportiva e non l’illecito sportivo», ha detto Chiacchio. Il legale ha preso atto della decisione della disciplinare di non accettare il patteggiamento «ma il vulnus della vicenda sta nel fatto che non sappiamo i motivi che hanno determinato il rigetto della richiesta di patteggiamento. Spero venga individuato un comportamento di Gianello che non e sia sanzionabile a titolo di illecito sportivo. Se non c’è stata la fattiva collaborazione nella sua confessione spero ci sia stato un comportamento in violazione dell’articolo 1».
«Oggi manca Quagliarella in questo processo, che era l’elemento cardine da corrompere», ha dichiarato invece, il legale di Paolo Cannavaro, Luciano Ruggiero Malagnini, nel suo intervento al processo. «O dice le bugie Gianello o il poliziotto», ha rilevato l’avvocato del capitano del Napoli in merito al mancato deferimento dell’attaccante della Juventus, Fabio Quagliarella, nonostante l’ispettore di polizia infiltrato, Gaetano Vittoria, avesse segnalato alla procura campana che l’ex portiere del Napoli, Matteo Gianello, gli aveva raccontato di aver provato a coinvolgere anche l’allora bomber napoletano nella tentata combine di Sampdoria-Napoli. «Del resto a Quagliarella bisognava impedire di realizzare gol – ha aggiunto Malagnini -. Il Procuratore Palazzi però giustifica questa assenza di Quagliarella, che sembra perso tra la nebbia di Torino, dicendo che il contatto non può evidenziarsi chiaro e perentorio come per gli altri giocatori. Inoltre il riscontro esterno che si vuole dare al pubblico ufficiale non c’è, perché è come se Gianello parlasse allo specchio».
«Il Napoli è un club virtuoso e responsabile: il materiale probatorio raccolto dalla Procura non implica alcuna responsabilità per i tesserati e la stessa società». Con queste parole l’avvocato del Napoli Mattia Grassani ha chiuso la propria arringa difensiva davanti alla Commissione Disciplinare Nazionale nell’ambito del processo sportivo sul calcioscommesse, in corso a Roma presso l’Hotel Parco dei Principi e nel quale la società partenopea rischia un punto di penalizzazione e 100mila euro d’ammenda.
«Gli elementi probatori portati dalla Procura sono tre – ha sottolineato Grassani – vale a dire l’intercettazione dell’agente di pubblica sicurezza, l’audizione dello stesso ispettore di polizia e le due deposizioni di Gianello. Sulla scarsa credibilità dell’agente ha già detto l’avvocato Malagnini, mentre l’assoluta inattendibilità di Gianello è dimostrata dal verbale dell’interrogatorio dall’ex portiere davanti ai magistrati di Napoli. Innanzitutto Gianello giustifica la tentata combine della partita Sampdoria-Napoli con le pressioni ricevute al riguardo da Silvio Giusti, ma in effetti manca il prezzo della proposta, il corrispettivo». E poi Gianello – ha detto ancora Grassani – «all’epoca era confinato ai margini della rosa, non aveva rapporti privilegiati con Cannavaro e Grava: perché avrebbe dovuto avvicinare i due giocatori nello spogliatoio per chiedergli di combinare la partita, una gara dove tra l’altro il Napoli era privo di particolari motivazioni mentre la Sampdoria aveva bisogno di punti per la qualificazione in Champions League? Siamo di fronte alla boutade di un calciatore che a fine stagione sarebbe comunque uscito dalla rosa del Napoli».

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