Caldoro: Brunetta presidente o lascio la Fondazione Ravello

Caldoro: Brunetta presidente o lascio la Fondazione Ravello
Renato Brunetta con il governatore Caldoro
Renato Brunetta con il governatore Caldoro

A ventiquattr’ore dall’elezione del presidente e del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Ravello, il governatore della Campania, Stefano Caldoro, scrive al Presidente della Provincia di Salerno Giuseppe Canfora e al Sindaco di Ravello Paolo Vuilleumier ribadendo la propria posizione circa la riconferma di Renato Brunetta alla presidenza dell’ente che organizza il Festival di Ravello.

«Colgo l’occasione – si legge dalla nota protocollata e inviata stamani dalla sede romana della Regione – per ribadire la disponibilità, già manifestata dalla Regione Campania nei precedenti incontri e dai suoi rappresentanti nel Consiglio di indirizzo, ad attuare pienamente l’impegno, condiviso con gli altri soci fondatori, di garantire, anche attraverso la continuità della gestione, il completo successo della strategia di valorizzazione culturale e turistica della città di Ravello in ambito internazionale, intrapresa dalla Fondazione sotto la guida dell’attuale Presidente, anche grazie al sostegno finanziario della stessa Regione e della sua programmazione e all’impegno istituzionale sin qui profuso da questo Ente. Strategia che ha già prodotto ottimi risultati, testimoniati dal favore di critica e di pubblico, dal notevole afflusso di visitatori nazionali e stranieri, dalla presenza di artisti e ospiti di grande caratura e dalla risonanza mediatica anche sul piano internazionale, riscontrati nel corso del Ravello festival e delle altre manifestazioni organizzate dalla Fondazione negli ultimi due anni».

Caldoro rimarca l’impegno e la condivisone dei programmi con il capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati mettendo in guardia i rappresentanti gli altri due soci fondatori circa le conseguenze che la mancata riconferma di Brunetta potrebbe provocare.

«La proposta di mutare l’attuale governance – scrive il Governatore – , oltre a risultare incoerente con i precedenti impegni, suscettibile di pregiudicare il compimento della predetta strategia, nonché di dubbia legittimità ed opportunità se riferita ad un esponente degli organi di governo dei soci fondatori, appare, peraltro, funzionale ad una diversa impostazione progettuale, non condivisa da questa Regione e perseguibile senza un impegno diretto della stessa e delle sue risorse patrimoniali, ma piuttosto con l’eventuale partecipazione attiva degli altri enti locali della Costiera amalfitana e della Provincia di Salerno. Ove confermata, la proposta indurrebbe, dunque, la Regione a recedere dallo status di socio fondatore della Fondazione Ravello e a riconsiderare le proprie scelte strategiche in materia di valorizzazione e promozione culturale».

Un vero e proprio diktat questo, uno stile che non appartiene al governatore Caldoro, e che induce a immaginare l’impiego di risorse economiche (circa 8 milioni di fondi europei negli ultimi tre anni) e patrimoniali solo ed esclusivamente in virtù del fatto che a presiedere la Fondazione ci sia Brunetta. Altrimenti Ravello, come gli altri “comuni” mortali, avrebbe dovuto mettersi in fila.

«È peraltro evidente che, in tale diversa ipotesi di sviluppo dell’attività della Fondazione – prosegue Caldoro – quest’ultima potrebbe comunque utilmente ricorrere alle funzioni di programmazione dei fondi di sviluppo della Regione, partecipando ai bandi destinati agli enti locali e ai soggetti che svolgono promozione culturale sul territorio e concorrendo alla ripartizione delle risorse finanziarie disponibili, in coerenza con i progetti presentati.

Ritenendo di aver chiarito definitivamente la posizione di questa Regione sull’argomento – conclude -, resto in attesa di conoscere le definitive determinazioni di codesti Enti, in ordine alle questioni oggetto dell’ordine del giorno del prossimo Comitato di indirizzo della Fondazione».

E se le imminenti elezioni regionali portassero al ritorno del Centrosinistra, quale sarebbe la posizione del nuovo governatore nei confronti di un presidente di opposto colore politico? Mai come in questo momento occorrerebbe una presidenza di transizione e la necessaria modifica dello statuto.

(da www.ilvescovado.it)

 

redazioneIconfronti

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