Mer. Set 18th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Caldoro, la moglie e lo scivolone di nomine da tardo impero

3 min read
La professoressa Annamaria Colao, moglie di Caldoro, è stata nominata in un Osservatorio

Per una volta si deve essere d’accordo con Carlo Aveta, consigliere regionale e segretario campano della Destra sulla nomina della moglie del presidente Caldoro, la professoressa Annamaria Colao (foto), quale componente dell’Osservatorio per la formazione medico specialistica per verificare lo standard di attività assistenziali dei medici specialistici: non si intende mettere in discussione l’eccellente curriculum accademico e le qualità professionali della professoressa ma, come ha sottolineato proprio Aveta, «appare quantomeno inopportuna, da parte del presidente della Giunta, la nomina della moglie in un osservatorio regionale». Insomma, che il marito – presidente della Regione – nomini la moglie – stimata e referenziata professoressa – proprio non si riesce a giustificare. La prima denuncia la fece l’ex sindaco di Summonte Pasquale Giuditta e già allora si alzò un polverone politico. Il Governatore adesso ci è “ricascato” nominando la moglie nell’Osservatorio regionale. Il gruppo di lavoro doveva essere composto da un presidente già preside di una Facoltà di Medicina e Chirurgia, sei professori universitari con le stesse competenze, tre rappresentanti di medici in formazione specialistica, sei dirigenti di strutture dove si svolge la formazione specialistica, un coordinatore dell’area generale di Coordinamento Piano sanitario Regionale, il dirigente del settore Aggiornamento e Formazione del personale sanitario della Giunta regionale della Campania. Tra i sei professori Caldoro ha scelto tutti nomi eccellenti del mondo universitario legato alla medicina. E uno di questi nomi è, appunto, quello di Annamaria Colao, che oltre a essere professore di Endocrinologia alla Federico II di Napoli è anche la moglie del presidente della Regione Campania.
Ad Aveta ha replicato Gennaro Salvatore, presidente del gruppo consiliare «Caldoro Presidente», spiegando: «I componenti dell’Osservatorio regionale per la formazione medico specialistica sono designati dai presidi delle facoltà di Medicina e Chirurgia, sentiti i rispettivi consigli di facoltà, e i criteri di designazione sono previsti per tutte le Regioni dal decreto legislativo n. 368 del 1999, in attuazione a una direttiva europea. La Regione, la giunta regionale, non hanno discrezionalità né nel cambiare l’organismo, né nel decidere la sua composizione nominale. Tra l’altro l’Osservatorio è stato istituito con deliberazione della Giunta regionale n. 906 del 23 giugno 2004».
Quindi due precisazioni in una: i nomi non li ha scelti Caldoro e fu la giunta Bassolino a istituire l’organismo e quindi anche a stabilire il compenso orario per i consulenti. Un compenso non particolarmente appetibile: 185,92 euro più Iva per i componenti esterni all’amministrazione.
Il consigliere regionale Salvatore dice il vero, ma è vero anche quello che afferma Aveta, perché in calce al decreto del Presidente della Giunta c’è effettivamente la firma di Stefano Caldoro, com’è naturale che sia. Non ci sta a tutto questo la stessa Annamaria Colao, che si è pubblicamente sfogata su Facebook, (e ce lo si lasci passare) come una qualunque “ragazzina” abbandonata dal fidanzatino. «Cari amici miei — ha scritto — ancora una volta la mia relazione famigliare mi mette in condizione di essere discriminata… non ha alcun valore il curriculum scientifico, non serve che la mia nomina sia stata decisa dalla facoltà di medicina nella quale opero da 25 anni e che la regione non abbia avuto alcun ruolo decisionale, neanche che ho formato intere generazioni di specialisti di endocrinologia… no. A dispetto di quanti parlano di merito, di fuga dei cervelli, di impact factor, mediane, H-index (che come tutti sapete — o se volete andate a verificare in qualunque banca dati — ho superiori a molti ricercatori italiani e stranieri) sembra che l’unica cosa che conti è che io ho il demerito di aver sposato Stefano! Che ne pensate? È tempo che io divorzi per avere il rispetto che merito per la mia professione?».
Magari no, il divorzio proprio no. Però, magari, si sarebbe potuto evitare Facebook, magari i coniugi Caldoro avrebbero potuto consultarsi sull’opportunità o meno di accettare tale incarico, magari la professoressa avrebbe potuto aspettare che il presidente-consorte Caldoro completasse il proprio mandato da governatore prima di esporsi a critiche del genere, comunque da mettere in conto quando si è personaggi pubblici e politici. E poi, magari, la Colao avrebbe potuto accontentarsi delle altre nomine che ha, in cui non si ravvisa nulla di discriminante: a parte il lavoro di docente nella facoltà di Medicina della Federico II e l’intenso impegno di ricercatrice che le ha fatto guadagnare posizioni di rilievo nelle classifiche internazionali, pochi giorni fa è stata eletta presidente dell’Enea, l’European neuroendocrine association, cioè l’associazione europea degli endocrinologi, in primavera era stata inserita dal ministro Profumo nel primo Comitato nazionale dei garanti per la ricerca.

7 thoughts on “Caldoro, la moglie e lo scivolone di nomine da tardo impero

  1. ma nessuno si è accorto che abbiamo un premio nobel per la medicina a napoli? peccato che tanta gente emigri verso altri ospedali nazionali per farsi curare nonostante queste auto celebrazioni, io il nome delaa prof non l’avevo mai sentito ,è visibile da quando è moglie di……. va un po a capire

  2. Ora questi signori devono smetterla e io mi auguro che nasca una consapevolezza dalla base che consenta di scacciarli dal palazzo. La società, con tutti i suoi limiti, è meglio di loro che se non avessero avuto la politica a sostenerli non sapremmo dove trovarli. Hanno consolidato le posizioni personali e familiari a tutti i livelli e ora continuano, mentre la gente non sa come vivere. È davvero un tardo impero, questo, ma gli italiani non hanno un senso illimitato della pazienza soprattutto quando sono colpiti nella tasca e negli affetti e la rabbia sale come il sangue agli occhi. Perciò, signorino Caldoro e signora Colao, smettetela e TACETE…

  3. Sono un medico, da anni impegnato in politica.
    A parte il fatto che questi meriti che la professoressa Colao si auto-riconosce, quasi da Nobel a leggere le sue affermazioni, non mi risultano affatto perché, secondo me, siamo nell’ambito di una normalissima attività di ricerca, peraltro svolta a Napoli, cioè nella periferia delle aree scientifiche più importanti, resto sconcertato per l’impudenza con la quale si rivendicano come diritti ed esercizi di pari opportunità nomine politiche, maturate nell’ambito di attività discrezionali di atenei o enti pubblici, peraltro firmate dal proprio consorte.
    Io credo che il pudore, prima delle capacità scientifiche, dovrebbe stare molto a cuore a una donna e a una madre…

  4. Questa gentaglia deve andare via a calci nel c…., loro, mogli, amanti, galoppini: sono personaggi indecenti…
    Non hanno pudore né senso della vergogna

  5. Un essere insignificante questo Caldoro, con tutti i guai che avrà fatto era molto meglio Bassolino: perlomeno aveva una storia personale di militanza e di emancipazione personale e non era un figlio di papà

  6. È davvero disarmante la dichiarazione della professoressa Colao, moglie del governatore Caldoro, che invoca le “pari opportunità”, riconoscendosi meriti scientifici che nessuno ha messo in discussione. La nomina non aggiunge nulla ad un corriculum scientifico degno di nota, per cui – non accettando – non sarebbe stato arrecato alcun pregiudizio ad una carriera. Resta però da capire come possa aver firmato una nomina per la propria moglie un presidente di Regione che dice di essere un socialista e un riformista ad ogni apertura di bocca. Caldoro non è più un socialista, è un berlusconiano che per congiunture favorevoli occupa un posto senza avere alcun merito, è capo di un partitino che gli ha consentito di stare a gioco e di ottenere tutti i benefici che un sistema elettorale ridicolo da circa dieci anni gli riconosce., è un personaggio opaco senza una storia né una professione. Allora, io dico, occupate pure il potere in maniera così vergognosa, ma perlomeno evitate di richiamare ascendenze politiche e ideologiche che non hanno nulla a che fare con il tendone da circo issato da Berlusconi. Chi sta in quel gioco condotto sulla pelle degli italiani non può essere riformista… Perciò i Caldoro, i Brunetta, i Cicchitto nominino pure mogli, parenti e amici ma perlomeno evitino di parlare…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *