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Campania, M5S: De Luca organizza finti eventi con soldi pubblici per sponsorizzare il Si al referendum

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Parte la denuncia del Movimento 5 Stelle Campania

Napoli, 14 novembre 2016

muscara
Maria Muscarà, consigliera del gruppo regionale 5 Stelle Campania

“Comprereste un’auto usata dal presidente De Luca? Noi del Movimento 5 Stelle, no. Vi rifilerebbe sicuramente un pacco come quello dell’ Assemblea nazionale sul Mezzogiorno tenutasi nel weekend alla Mostra d’Oltremare a Napoli dove sotto mentite spoglie è stata sponsorizzata con denaro pubblico uno spot-iniziativa per il Si al referendum con il presidente del Consiglio Renzi”.
Lo denuncia in una nota il gruppo regionale del Movimento 5 Stelle, dopo che già venerdì la consigliera Maria Muscarà aveva annunciato l’invio di una dettagliata segnalazione ai revisori dei conti, all’Autorità garante per le comunicazioni, al CORECOM e alla Prefettura.
“Chiediamo a De Luca, grande campione di trasparenza a chiacchiere, di spiegare con quali risorse pubbliche ha finanziato l’evento – sottolinea Muscarà – a tal proposito abbiamo inviato una richiesta di approfondimento anche alla Commissione Trasparenza”.
“L’Assemblea nazionale sul Mezzogiorno è stato un pacchiano spot sul Si al referendum – denuncia – in palese violazione della par condicio e, cosa gravissima, l’evento è stato finanziato con i soldi della Regione Campania”. “Chiederò al presidente De Luca conto di ogni atto di liquidazione e d’impegno – aggiunge – dai capitoli di spesa per la comunicazione e la promozione istituzionale che ammontano a circa un milione e mezzo”.
“Una vicenda molto grave – spiega – che ancora una volta mostra il noto fastidio di De Luca per le regole e il rispetto delle normative come è quella della par condicio, che sancisce il divieto assoluto per qualsiasi forma di comunicazione istituzionale ed è ribadita anche da una circolare della Prefettura di Napoli, trasmessa agli Enti locali”.
“A rendere il quadro ancora più fosco è il possibile utilizzo anche dei fondi europei – evidenzia Muscarà – relativi alla comunicazione strategica e anche essi vincolati dal divieto di comunicazione istituzionale”.
“Risorse che sull’intera programmazione – fa notare la consigliera – ammontano a circa sei milioni, una parte dei quali, circa 710 mila euro, sono stati appostati proprio in questi giorni su di un capitolo a due giorni dall’evento della Mostra d’Oltremare”.
“Vogliamo capire con quale capitolo di spesa è stata finanziata l’organizzazione dell’evento, compresi i maxi manifesti, le inserzioni sui giornali e i siti web – conclude Muscarà –  e quali iniziative saranno messe in campo per la palese violazione della par condicio che sancisce il divieto assoluto per qualsiasi forma di comunicazione istituzionale”.

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