Cancellieri chiama “squadristi” i giovani studenti contestatori

Cancellieri chiama “squadristi” i giovani studenti contestatori

Urla e fischi contro il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri oggi a Rimini, dove al Palazzetto dello Sport Flaminio si svolgeva il dibattito e la premiazione del concorso “Legalità e solidarietà: nella scuola nasce e cresce la cittadinanza attiva”, nell’ambito della giornata della “Legalità e della Solidarietà” promossa dalla Prefettura di Rimini. Cancellieri aveva iniziato da poco il suo intervento quando dagli spalti gremiti di studenti è partita una contestazione per l’operato delle forze dell’ordine nel corso degli scontri di mercoledì scorso in varie città italiane. «Sapete cos’è il fascismo? Sapete cosa sono le forme di squadrismo?», ha replicato il ministro. Sul palco del palazzetto dello sport è poi salita una ragazza di un collettivo studentesco che ha tenuto un appassionato intervento: «Noi siamo qui perché per noi è inaccettabile che il ministro Cancellieri che ha ordinato di manganellare gli studenti oggi sia qui a parlarci di democrazia» ha detto, «Chiediamo numeri identificativi per gli agenti affinché non rimangano impuniti; l’Italia è uno dei pochi paesi europei che non hanno sulle divise i numeri identificativi degli agenti». Cancellieri è infine tornata sull’episodio dei lacrimogeni forse lanciati dal Ministero della Giustizia a Roma: «Sul caso ci sono due inchieste: una tecnica del ministro Severino, l’altra nostra che riguarda l’identificazione delle persone che appaiono particolarmente violente. Ci vuole del tempo per concludere, in ogni caso io vorrei dare dei segnali per quelli che hanno mostrato capacità di tenuta».
Quella “dell’identificativo” sui caschi degli agenti in divisa antisommossa «è una cosa su cui stiamo lavorando ma che non deve mettere in pericolo l’operatore». Ha detto il ministro dell’Interno. Il ministro ha replicato così alla richiesta dei giovani contestatori. «Si può ragionare sul numero – ha aggiunto Cancellieri – ma non sul nome. L’identificativo – ha concluso – va fatto in maniera da tutelare la sicurezza dell’operatore». «Ci stiamo lavorando – ha ribadito – non è così semplice come sembra: dobbiamo anche garantire l’incolumità dei nostri operatori. Se l’interlocutore – ha proseguito riferendosi ai manifestanti – è solo uno studente non c’è problema, però a volte gli interlocutori» sono soggetti «che possono arrivare alla persona e minacciarne la vita». Il problema dell’identificativo, ha concluso Cancellieri, «ce lo siamo posto».

m.amelia

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