Cantillo e Mele: sì ai Gigli. Manganiello: fermiamoli

Cantillo e Mele: sì ai Gigli. Manganiello: fermiamoli

L’appello di don Aniello Manganiello (foto), l’ex parroco di Scampia cacciato dalla Campania per “intercessione” della stessa chiesa locale, in seguito alla sua guerra senza quartiere dichiarata alla camorra, non è affatto caduto nel vuoto.
Questo blog-giornale è uscito soltanto ieri, e di sabato, molto ma molto in punta di piedi. Nonostante tutto, il coinvolgimento di idee sulla provocazione formulata è stato molto ampio e conferma un seguito che, in verità, avevamo immaginato di poter avere.
Abbiamo voluto interrogarci sulla più popolare agenzia di formazione del Mezzogiorno e chiederci se esiste una differenza tra chiesa di frontiera e chiesa liturgica, chiesa rituale e chiesa-Vangelo, ma soprattutto tra chiesa autentica e quella religiosità apparente, che costituisce l’alibi dei camorristi e dei mafiosi. Don Manganiello è uomo e prete poco diplomatico. Chi lo conosce lo sa.
Egli ha chiesto, attraverso il nostro blog che sarà anche voce ufficiale della sua nascente Fondazione denominata “Ultimi”, una moratoria delle feste patronali in odore di camorra per tagliare l’erba sotto i piedi di malavitosi e complici.
Il suo pensiero radicale si contrappone, però, alla dialettica e alla logica di personalità che temono le contromisure intollerabili, in termini di libertà violata, di una decisione emergenziale, che metterebbe le manette anche alla autentica pietà cristiana.
In questa sezione, oltre a riproporre la provocazione di don Aniello sulla quale stanno votando i contatti del nostro blog, ospitiamo i servizi di due intellettuali autorevolissimi, che dal primo giorno hanno scelto di collaborare con il nostro blog, il filosofo Giuseppe Cantillo e il critico Rino Mele. Pubblichiamo, inoltre, anche numerosi interventi di lettori e cittadini curiosi e partecipi.
Sia Cantillo che Mele spezzano una lancia in favore della festa dei Gigli e delle altre celebrazioni laico-religiose. Tutti e due, però, sono certi di doversi fermare (e, quindi, condividere il pensiero di don Aniello Manganiello) se emergerà la prova certa della collusione o della semplice correità della malavita organizzata con gli organizzatori delle suddette, antiche feste.
Insomma, si discute. E noi, senza alcun indugio o prudenza rispetto alla libertà degli interventi, registriamo tesi e antitesi, ravvivando nel nostro piccolo il confronto avvincente della democrazia. Un giornale importante come il Corriere del Mezzogiorno ha dedicato una pagina domenicale odierna, la pagina 2, alla nostra inchiesta e una pagina interna, la 8, ad una “equivoca” omelia dell’ex arcivescovo di Salerno, che il nostro bravo Mario Amelia ha avuto la capacità e il coraggio di registrare e documentare.
Andiamo avanti così, con il divertimento tonificante che la palestra della libertà ci riserva.
a.m. &  g.c.

redazioneIconfronti

4 pensieri su “Cantillo e Mele: sì ai Gigli. Manganiello: fermiamoli

  1. Non capisco perchè ve la prendete tanto con don Aniello Manganiello e mi spiego:
    Certo che a Nola c’è la gente perbene ma ci sono anche i camorristi, come in tanti altri luoghi naturalmente – ma voi nolani offesi perché? Ammiro la gente che in terre di “frontiera” combatte per la legalità. Non è mica offensivo essere in terre difficili, anzi! E allora il punto non è che c’è tanta brava gente alla festa dei Gigli ma che pure UN solo camorrista inquina assai e quindi invece di discutere quanti sono i buoni e quanti i cattivi perché non ci si concentra a fare MURO CONTRO?! Non vorrei essere fraintesa chiamando terra di frontiera Nola, in quanto spesso accade che sono tra le più belle compresa la mia – In quanto a “DENUNCIARE” …consentitemi di rispondere rabbiosamente che se per tutte le situazioni che INTUIAMO avessimo le prove da mostrare alle autorità in sede di denuncia…e vabbè allora la criminalità sarebbe bella e finita e per piacere su questo punto, vi prego, non rispondete istintivamente ma vi chiedo di pensarci.
    Con profondo rispetto
    Santa Rossi di INDIANI D’OCCIDENTE onlus (Associazione che combatte il mercato clandestino di organi in Italia)

  2. AGGIUNGO:

    Caro Don Aniello Manganiello,
    Ho l’impressione che lei abbia male interpretato le parole espresse pochi giorni fa da dal prefetto di Napoli. De Martino si riferiva (http://napoli.repubblica.it/cronaca/2012/06/06/news/il_diktat_del_prefetto_de_martino_mai_pi_clan_alla_festa_dei_gigli-36686498/) ad una tradizionale ballata dei Gigli dell’hinterland partenopeo ben diversa dalla Festa che ricorre annualmente a giugno a Nola.
    In ogni caso, se ci sono responsabilità penali da accertare è sempre bene denunciare per consentire all’autorità giudiziaria di lavorare per la legalità. Chiedere l’abolizione di una festa secolare che coinvolge migliaia di persone oneste, invece, mi sa tanto di sparata nel mucchio. Credo che Lei non abbia bisogno di così eclatanti proposte e di generalizzazioni varie per farsi ascoltare o attirare l’attenzione. Ci sono i camorristi, certo. Ma, mi creda, c’è tantissima gente perbene in giro.

    Donato De Sena

  3. Egregio don Aniello, lei non ha idea di quello che sente un nolano per S. Paolino e per la festa dei Gigli. E se è convinto di quello che dice, faccia i nomi e cognomi di questi presunti camorristi, e vada a denunciarli. Sono sicuro che a noi nolani farebbe molto piacere. Come sono sicuro che lei sta facendo confusione sulla festa dei Gigli, che ormai tentano di fare in tanti altri paesi del circondario, compreso Barra. Ma si è mai chiesto perché a Nola i Gigli sono otto e perché si chiamano: ortolano, salumiere, bettoliere, ecc. ecc.. Lo sa perché l’ultimo Giglio è il sarto? E perchè c’è la barca se a Nola non c’è il mare? Prima di sparlare s’informi sulla festa eterna, di S. Paolino e della fede che i nolani hanno per il loro compatrono. Faccia uno sforzo, vada in Procura a denunciare, ci farà contenti. Non la saluto perché da Nolano mi sento offeso.

    1. Caro Don Aniello Manganiello, lei merita parole di elogio per il suo profondo, forte, convinto impegno anti-camorra. La invito, però, ad informarsi meglio sulla Festa dei Gigli di Nola, studiandone bene le radici, la storia (pure quella recente), ed anche e soprattutto la passione e la fede che la animano. Per il popolo di Nola la Festa dei Gigli è espressione di vita, gioia, partecipazione, unione. Si tratta di un evento atteso un anno intero e costruito per un anno intero da alcune migliaia di persone che con la camorra non hanno nulla da spartire. Sono semplicemente sorpreso (e deluso) dalla sua defaillance.

      Donato De Sena

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