Cardito attonita saluta Lino, vittima innocente della guerra tra clan

Cardito attonita saluta Lino, vittima innocente della guerra tra clan

È un paese in lutto Cardito, 20mila abitanti alle porte di Napoli. In tanti si sono ritrovati nella chiesa di San Biagio per i funerali di Pasquale Romano, qui per tutti Lino, il trentenne ucciso nel quartiere napoletano di Marianella, lunedì sera, da 14 colpi sparati da killer della camorra che lo avevano scambiato per un’altra persona. Il Comune di Cardito è in lutto cittadino e le bandiere del Municipio sono a mezz’asta. Un lutto condiviso da tutte le istituzioni: la Regione Campania, rappresentata dall’assessore Pasquale Sommese, la Provincia di Napoli, con l’assessore Antonio Crimaldi, il Comune di Napoli con la presenza del sindaco Luigi de Magistris. Presenti anche il prefetto Andrea De Martino, il questore Luigo Merolla, vertici provinciali dei Carabinieri e della Guardia di finanza. La funzione è celebrata dal vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo. All’esterno della chiesa sono stati affissi alcuni striscioni: «Non si può morire senza colpe», «14 colpi non uccidono, uccide il silenzio. Vinciamo l’omertà per il nostro futuro», «Ennesima vittima innocente di una guerra tra ‘perdenti’, ora basta». Gli amici di Piazza Garibaldi, quella che frequentava Lino, ne hanno srotolato uno ancora più diretto: “Giustizia”. Un ragazzo “semplice” e “pieno di vita”. Così il parroco di Cardito (Napoli) don Nicola Mazziello ha ricordato Pasquale Romano. «Era in attesa di un contratto a tempo indeterminato – ricorda don Vincenzo – e stava cominciando a pensare al matrimonio». Un delitto che «ha colpito tutta la comunità», aggiunge lanciando l’invito a «combattere l’illegalità, che non è solo compito di magistrati e autorità ma di tutti. Si dice spesso che siamo lasciati soli, ma neanche noi dobbiamo abbandonare loro in questo momento». «Nessuno è al posto sbagliato. Non esistono momenti o posti sbagliati. È sbagliato il luogo o il momento per chi la vita la calpesta». Respinge con forza, dall’altare del santuario di San Biagio, dove celebra i funerali dell’ultima vittima innocente di una guerra di camorra, il vescovo di Aversa Angelo Spinillo, l’idea, riproposta dai mezzi di informazione, che Pasquale Romano si sia trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato. E il passo del Vangelo che ha scelto per il rito funebre del trentenne di Cardito, è dall’Apostolo Luca, il colloquio tra i ladroni e Gesù sul Golgota, preceduto dal brano della Genesi di Caino e Abele.
Il sindaco de Magistris ha lanciato un appello: «Chi ha visto parli perché avrà il sostegno mio, di tutti i cittadini e delle forze dell’ordine». «Gli assassini – ha aggiunto il primo cittadino partenopeo – si devono subito consegnare alla giustizia. Questi episodi devono far scuotere, vibrare profondamente le coscienze di quelli che sono ancora indifferenti, – ha proseguito – di quelli che pensano che il problema non li tocchi solo perché non sono dei camorristi». Quanto accaduto dimostra che, invece, non «è così, anzi può riguardare tragicamente ognuno di noi». De Magistris ha poi proseguito: «C’è bisogno dell’impegno di tutti. Bisogna impegnarci ogni giorno, non solo nel momento del dolore e della rabbia. C’è bisogno – ha ammonito – che il Governo capisca che Napoli è una priorità. Fino a questo momento l’attenzione del Governo non è stata all’altezza della sfida in termini di presenze, ma soprattutto di soldi. Si deve intervenire massicciamente sul territorio e – ha concluso il sindaco – servono risorse».

m.amelia

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