Cari Pd, è una farsa: non votate

Cari Pd, è una farsa: non votate
di Aniello Manganiello *

renzi(61)Mi sento di rivolgere un accorato appello a tutti i democratici autentici che militano nel PD, chiedendo loro di non andare a votare per le primarie di questa mattina. Non ha alcun senso deporre la scheda nell’urna per la segreteria regionale, in un momento così grigio per il paese e, mi sia consentito, soprattutto per il partito di maggioranza relativa. Gli avvenimenti degli ultimi giorni, che stanno portando Matteo Renzi a Palazzo Chigi dopo la brutale defenestrazione di Enrico Letta, dovrebbero indurre i cittadini di buon senso a stare alla larga da una formazione politica che viola la democrazia interna ed ogni regola di civile convivenza prima ancora che di politica. Nemmeno i repentini “cambi della guardia” dei prefetti da parte del regime fascista erano così spietatamente illogici e violenti. Anche in quel tempo buio per l’Italia si riteneva di dover formulare qualche verosimile motivazione. Ora, invece, in base a rapporti di forza maturati con “primarie” che, perlomeno in Campania gridano vendetta per infiltrazioni di ogni tipo, anche malavitose, ci si può ergere a giudice di un altro dicendogli “vai via, perché ora comando io”, senza che il Parlamento sia coinvolto in questa scelta di tipo tribale.

Lo sconcerto è lo stato d’animo più naturale da opporre a questa deriva e la incredulità mi assale se penso che tali pratiche vengono da un partito e da un giovane leader che affermano la loro fede riformista. Purtroppo la stampa non ha evidenziato con la dovuta intransigenza quest’attentato alla democrazia e alle istituzioni ad opera della lobby del sindaco di Firenze, che si accinge a continuare l’esperienza di Letta con la stessa maggioranza, anche un po’ più azzoppata, sostituendosi di fatto al predecessore per un’ambizione e una brama spietate. Se questa è la nuova leva del rampantismo, stiamo davvero malridotti. Mi chiedo se un’azione così violenta e inqualificabile fosse stata messa a segno nell’area del centrodestra quale sarebbe stata la reazione. Credo molto più clamorosa, ma la storia non si fa con i se.

Il dato che emerge con forza è che dalla politica è scomparso il bene comune. Altro che forma suprema di carità di cui parlava Paolo VI: questa è una guerra tra bande per il controllo delle poltrone, per l’accaparramento di postazioni di potere, finalizzate a potenziare gruppi e leader sul piano soprattutto economico e finanziario.

Ora Renzi dovrà chiamare in questo governo ovviamente anche ministri del Pd. Ebbene, mi chiedo, dovrà rimettere in pista uomini di un partito rivelatosi già pienamente inadeguato e inaffidabile nel governo del paese, a meno che non assuma personale politico dalla Germania o dall’Inghilterra.

L’unica protesta, secondo me, è non votare, né oggi né alle prossime Europee. Occorre fare lo sciopero convinto delle schede e scendere in piazza per affermare direttamente i nostri diritti, senza più le mediazioni politiche che da decenni hanno tradito. Non c’è altra strada se non la pacifica, forte protesta civile per ricreare dalla base forme nuove di partecipazione.

La democrazia deve rinascere da ideali barricate non da patti sleali o atteggiamenti sospetti. Solo così, probabilmente, questi signori affaristi, traditori del popolo e della democrazia, potranno capire che devono lasciare il campo.

Se un nuovo dirigente, come Matteo Renzi, si comporta in questo modo, influenzato chissà da quali ambienti e per quali fini, non c’è più da avere fiducia in nessuno.

Nella palude del Pd, le primarie di oggi sono pertanto un’offesa al buon senso. Perciò, lo ripeto, astenetevi da un rito del quale beneficeranno i soliti noti, mentre il popolo regredisce e soffre come dopo una guerra, o forse ancora di più.

 

* Fondatore dell’Associazione Ultimi per la legalità e contro le mafie

(I Confronti / Le Cronache del Salernitano)

redazioneIconfronti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *