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Un carnevale di fiabe e il principio del quarto incluso

Un carnevale di fiabe e il principio del quarto incluso
di Nicoletta Tancredi

Per il Carnevale, vorrei una maschera che coinvolga tutte e tre le mie figlie!
Cosa c’è di più tenero che vederle unite e compatte anche nel giorno in cui ogni scherzo vale?
Dunque, una maschera a tre.
Subito mi vengono in mente i tre porcellini, ma non se ne parla proprio.
Né loro accetterebbero mai né a me piacerebbe vedere le mie piccole col grugno anche il martedì grasso.
Meglio una maschera che faccia sognare, che liberi la fantasia e le porti in posti incantati e incantevoli.
Ci sono: Peter Pan! Certo è un personaggio maschile, ma non credo si opporranno: è magico e tanto basta per piacere anche alle femminucce.
Dunque Camilla, secondo me, potrebbe fare Peter Pan, Paola, invece, Wendy, la sorella maggiore e Sandra Trilly.
Certo, però, resterebbe fuori il Capitan Uncino, che invece pure ha un ruolo fondamentale.
Va be’, per ora considero altre soluzioni, escludendo ovviamente a priori Biancaneve (dove li prendo i 7 nani?) e, a maggior ragione, la carica dei 101.
Penso a Pinocchio!
Certo che anche lui è un personaggio maschile. Ma, come Peter Pan, piacerà lo stesso. Poi ci sono la fatina e il grillo parlante.
Perfetto: Camilla potrebbe essere Pinocchio, Paola la fatina e Sandra, vocina stridula, il grillo parlante.
Ecco, secondo me, bastano questi elementi per dare carne e ossa, è il caso di dire, alla creatura di Collodi.
Ma, un momento: manca Mangiafuoco! E Mangiafuoco pure ha un ruolo importante nel racconto…
E allora forse potrebbe andare bene la Sirenetta … Ma sì, come ho fatto a non pensarci prima!
Allora una potrebbe essere Ariel, un’altra il pesciolino Flounder e un’altra la perfida Ursula.
Ma qui ho qualche dubbio.
Credo che nessuna delle tre voglia mai vestire i panni della strega del mare o di nessun’altra strega.
E poi c’è un altro problema: il re Tritone, che pure ha un ruolo fondamentale nella storia, non potrei non considerarlo.

Non ci siamo, devo cambiare genere.
Ci vorrebbe qualcosa tipo “Piccole donne”, ma lì sono quattro.
Allora penso alla musica e mi vengono in mente “Le stagioni” di Vivaldi, ma anche lì sono quattro.
Oddio poi mi vengono in mente i Teletubbies. E anche lì sono quattro.
Non vorrei, ma forse dai miei pensieri più profondi partono idee che celano un ancora inappagato desiderio di maternità.
Resto basita.
Poi d’un tratto mi viene in mente che, qualche giorno fa, ho cambiato la mia immagine del profilo fb con una foto, che mi ritrae col pancione, al baby shower di Paola.
Oddio!
Sono terrorizzata.
Ma certi pensieri vanno assecondati.
La vita è una.
E cosa c’è di più importante della famiglia?
Così ieri sera, quando le bambine erano già tutte e tre a letto, e io e mio marito guardavamo la tv, in camera nostra, mi sono avvicinata a lui, poggiando la mia testa sulla sua spalla, e, sotto il tepore del piumone e nel raro silenzio della casa, gli ho sussurrato all’orecchio una richiesta, che forse anche lui, sotto sotto, sperava, ma che MAI avrebbe immaginato potesse partire da me: “Amore, sai, – prendendola alla larga – pensavo al Carnevale, alle nostre piccole, alle maschere … e – accelerando di colpo – vuoi vestirti da Capitan Uncino o da Mangiafuoco o da Re Tritone?”

Piccole e (in)confutabili verità di Mummybook

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