Gio. Ago 22nd, 2019

I Confronti

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Caro Renzi, agli italiani non bastano più le tue promesse

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Crepuscolo di un leader non eletto e selezionato da trame di palazzo / di Pasquale De Cristofaro
di Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro

Quando Renzi afferma perentorio che nel partito democratico la ricreazione è finita e, anzi, che da oggi in poi userà il “lanciafiamme”, capisco due cose: la prima, è che si sente un premier accerchiato e allo sbando; la seconda, che il vocabolario iperbolico di De Luca ha fatto scuola. Anche grazie alla popolarità che Crozza ha dato al governatore, questa sembra essere l’ultima arma a sua disposizione per cercare di ritrovare il bandolo di una matassa che si ingarbuglia sempre di più. Credo, invece, che la forza d’urto di un linguaggio così fascistoide sia davvero inaccettabile per un rappresentante politico di partito. La verità è che non gli bastano più le promesse di nuovi bonus in busta paga per coprire aiuti alle banche e ai soliti potentati che grazie a lui non sono stati affatto rottamati, tutt’altro. La rottamazione ha avuto effetti immediati e pervicaci soprattutto sui diritti acquisiti in anni e anni di durissime lotte sindacali e su quei pochissimi politici, intellettuali e cittadini con la schiena dritta che subito sono stati messi fuori gioco e stigmatizzati come gufi e anti italiani. In realtà, si è trattato spesso di persone che da subito ne hanno smascherato il suo finto “voltar pagina”. Insomma, il suo essere guascone che all’inizio aveva fatto tanta breccia nei cuori degli italiani stanchi e delusi dalla politica ormai è in affanno. Si è capito che anche lui non è altro che un esponente di quei poteri forti che da anni fanno il bello e il cattivo tempo. Un politico non eletto da nessuno e che si trova messo lì da trame di Palazzo. Trame, che se ne infischiano dei processi democratici e che vogliono sempre più imporre le loro direttive eliminando, per quanto è possibile, le consultazioni elettorali. Riprova evidente di questa volontà, mi sembra essere la tanto propagandata riforma costituzionale. Non sono un esperto di diritto costituzionale ma a me sembra una cosa confusa e molto pasticciata. Tante ombre e poche luci che porterebbero il sistema italiano a virare pericolosamente verso una deriva troppo decisionista e autoritaria. Tutti sono bravi a proclamare il “nuovo”, difficile è davvero attuarlo. Il ”nuovo” non potrà che consistere nel valore della partecipazione attiva, dell’alternanza e della condivisione di visioni ampie e condivise. Bisogna operare perché i monopoli e le posizioni di rendita siano scalfite definitivamente a vantaggio del bene comune. Scuola, sanità, trasporti, lavoro e dignità per una maggioranza di cittadini sempre più ampia, ecco le uniche prerogative di una classe politica davvero necessaria.

In primo piano, Crozza in una delle sue esilaranti interpretazioni del premier Renzi

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