Mar. Ago 20th, 2019

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Caserta sceglie Berlusconi e archivia Cosentino: è boom di voti

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Seconda provincia per consensi Pdl. Il partito locale: i paracadutati vadano altrove
di Gianmaria Roberti

Camera, informativa sul programma di governoForse non sarà la provincia più azzurra d’Italia, come proclama il deputato riconfermato Enzo D’Anna (Barletta-Andria-Trani le soffierebbe la palma di mezzo punto), ma Caserta è un’avanguardia della resurrezione berlusconiana, con una media del 36%. Un patto di ferro, quello tra Terra di Lavoro e il Cavaliere, che relega il Pd sotto la soglia del 20%. Caserta giura eterna fedeltà a Berlusconi, dimenticando Cosentino, e il voltafaccia che può condurre l’ex sottosegretario in carcere, senza più immunità parlamentare, inseguito da due ordinanze cautelari per camorra. “È la sconfitta di quanti hanno ripetutamente affermato, anche sulla stampa locale, che un tracollo del mio partito sarebbe stato una perdita da attribuire a me” si sfoga Pio Del Gaudio, sindaco del capoluogo. E fa niente che a Caserta città il centrodestra è indietro di 7 punti sulla media provinciale, vero granaio azzurro, ora e sempre devota al Caimano. “Nonostante il dissesto del Comune e l’onda di protesta generalizzata di cui si sono fatti protagonisti molti casertani – sottolinea il sindaco – il mio partito è il primo a Caserta”. Se nel capoluogo l’exploit è meno visibile, in Provincia è una marcia trionfale, una spinta alla vittoria elettorale in Campania. A Capua il sindaco Antropoli non è eletto, ma il Pdl strappa il 29,50%. A Maddaloni arriva al 32,30, nonostante la frattura che ha fatto saltare la giunta Cerreto. A Santa Maria a Vico, collegio di D’Anna, riporta il 39,8%. A Mondragone, feudo dell’ex ministro Landolfi, la corrente landolfiana è stata appena decapitata dal commissario regionale Nitto Palma, che ha a sua volta commissariato il locale circolo Pdl: ma le urne gli hanno regalato lo stesso il 41,9%. Tutto l’agro aversano risponde entusiasta all’appello, chiamato alla riscossa al grido di “No all’Imu, sì al condono”. Parole d’ordine che fanno sempre presa, in una terra massacrata dagli abusi edilizi. San Marcellino premia Berlusconi col 43,2%. Frignano, la patria del nemico Bocchino, col 46,5% (Fli è al 5,7%). Percentuali bulgare anche a Casal di Principe, nel regno di Cosentino, col 45%, e nei comuni limitrofi: a Casapesenna il 51%, a San Cipriano il 50%, a Castelvolturno il 43,2%. Boom a Teverola (44,9%), Casaluce (44,1%) e Villa Literno (48%). “Da tali evidenze – spiega D’Anna, un tempo fedelissimo di Cosentino – scaturisce la considerazione che sarebbe stato meglio inserire nelle liste elettorali qualche altra espressione del territorio così come è auspicabile, a questo punto, che il presidente Berlusconi, vero e unico artefice di questa campagna elettorale, opti, insieme ad altri eletti, per collegi diversi da quello della nostra regione consentendo, in tal modo, l’ingresso di altri esponenti campani nella compagine parlamentare”. Insomma, Caserta sposa ancora il Cavaliere, ma fa pure la voce grossa. E chiede di contare di più, come se ci fosse ancora l’ingombrante ex sottosegretario di Casal di Principe. Anzi, meglio.

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