Barruggi

10 pensieri su “Caso De Luca, l’autocensura della stampa è da Stato totalitario

  1. Chissà il Prof D’Agostino cosa penserà della giornalista quando leggerà questo suo articolo. Parla dell’autocensura della stampa ma lei si spinge oltre… dice frottole “una notizia poi parzialmente ritrattata”. Fa apparire tutto distorto. La notizia è quella delle dichiarazioni di Amato Jr anche se qualcuno smentisce il contenuto non smentisce la notizia.

  2. Focalizzerei l’attenzione sull’ultima frase dell’articolo: l’autocensura e’ da stato totalitario. Non a caso De Luca viene soprannominato De Lux da chi usa la satira per protestare contro il suo atteggiamento da “signore e padrone”. Un sistema di potere che ha fatto perdere una fetta consistente di consensi al primo cittadino. L’autocensura puo’ essere applicata ma non a lungo termine.

  3. Forza professore!
    Sono stata una sua alunna e credo in quello che lei fa e nel suo coraggio.
    A questi signori abbiamo perdonato tutto e troppo, ma sulla questione morale ad un tizio come De Luca, che ha dato giudizi feroci su tutti, facendo il moralista ad ogni parola, in trasmissioni nelle quali ha sempre una “spalla” a disposizione e non un professionista ad incalzarlo, non siamo disposti a perdonare nulla. Deve chiarire se il figlio c’entra o no, deve chiarire come si trovava al Comune Labonia e tante altre cose…
    Credo che questa volta, siamo davvero ad un passo dal sogno…
    Forza professore, avanti tutta.

  4. Ma perché è così ingenuo, professore?
    Come possono parlare, mi chiedo, giornali e giornalisti della città?
    Il potere compromette e acquista il silenzio, in un modo o nell’altro. Da tempo, anzi da sempre, questo tentativo viene messo in essere. De Luca, che è il migliore in queste strategie, è riuscito nell’intento.
    Però, io dico: in una democrazia le contromisure e il riequilibrio possono avvenire immediatamente. Questi fogliacci complici basta non comprarli più, come fanno a Salerno e in provincia quasi tutti i cittadini. Ecco fatto.
    Perché tanti giri di parole…

  5. Lei parla della qualità dei giornalisti. Pensi che a Salerno hanno pagine e edizioni locali i due gruppi editoriali più autorevoli (Espresso e Rcs) oltre alla forte presenza del terzo polo editoriale, quello di Caltagirone con Il Mattino. Stando al “cartello” dovremmo avere su piazza il meglio del meglio e invece lo spettacolo di ogni mattina è imbarazzante. Perciò non si vendono più i giornali nel Salernitano, perciò i migliori giornalisti che avevamo o se ne sono andati o si dedicano ad altro…
    Che pena.

  6. Vedo in giro troppe penne e pochi attributi… E troppi Giornalisti veri – non a caso – costretti a stare nelle retrovie

  7. Negli anni ’80 il più popolare e qualificato giornalista salernitano, Nicola Fruscione, per aver ridimensionato (dico ridimensionato, non censurato) nelle pagine interne la vicenda giudiziaria di un suo caro amico, che era amministratore in vista al comune di Salerno, fu dapprima “processato” dal Mattino di quegli anni e poi ci rimise la poltrona di caporedattore a Salermo. Oggi non paga più nessuno, i giornali vengono editati da palazzinari e personaggi strani per fini diversi da quelli di informare, quindi al primo posto c’è la salvaguardia dei rapporti tra testata e potere. E poi disprezzavamo la Dc che condizionava i giornali! Oggi siamo alla dittatura, perciò nelle redazioni, al di là di qualche rara eccezione, c’è personale giornalistico imbarazzante che se non fosse in quel determinato giornale e a quelle determinate scrivanie nemmeno se ne sospetterebbe l’esistenza.
    Professore vai pure avanti, ma prima o poi starai zitto pure te, è accaduto sempre così… Sola la piazza, secondo me, può mettere paura a questa generazione politica di ladri mascherati e di silenziosi complici dell’informazione

  8. Non ti fermare professore, perché in questa città non si respira più…
    Se gente come te non molla, la città comincerà a parlare e, ti assicuro, c’è tanto da dire…

  9. Finalmente qualcosa si muove, qualcuno comincia a parlare e ad ammettere una vergognosa dittatura che viviamo a Salerno. Io non sono convinto che De Luca sia un personaggio negativo: lo è però diventato perché rispetto ad un simbolo presentabile della scena amministrativa ed istituzionale questa città si cala le braghe (non parliamo dei cosiddetti intellettuali che hanno sistemato figli, mogli, amici comportandosi come i peggiori politici). Non solo si cala le braghe, Salerno, ma rinuncia ad esercitare alcuna funzione critica, ad articolare anche una sola tesi alternativa. È una città che vive il dissenso che sentirebbe di esprimere con un senso di preventiva angoscia che la paralizza. Ma tutto sta cominciare… Sono sicura che l’era De Luca, allungata a dismisura artificialmente, finirà nelle aule di giustizia. Al di là di questo fatto, le avvisaglie di pratiche non proprio immacolate c’erano tutte. D’Altra parte, portare nel potere una classe dirigente di amici e compagni di partito, in gran parte senza arte né parte, dove poteva condurre? Bravo, professore: ma non farti tappare la bocca pure tu. Questi temono la parola, perciò hanno zittito con ogni mezzo (e non dico altro) questi ormai inutili e ridicoli giornaletti di Salerno…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *