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Caso De Luca, l’informazione torni libera e coraggiosa

Caso De Luca, l’informazione torni libera e coraggiosa
di Pasquale De Cristofaro

Salerno, Cantiere Crescent e Piazza della Libertà

La stampa può essere ritenuta responsabile quando, per motivi di censura o, peggio ancora auto-censura, fa mancare ai propri lettori notizie compromettenti sul politico che gode i maggiori consensi in quel momento? La risposta non può che essere affermativa: si, è sicuramente responsabile. Perché rinunzia al suo principale compito che è quello di informare senza fermarsi davanti a chicchessia. Tanto più, in un sistema democratico, dove non si devono temere pene detentive per reati di informazione (di proposito non dico reati di opinione perché su questo versante le cose non sono proprio così tranquille, vedi il caso Sallusti). Quindi assodata la responsabilità in linea di principio, non si può non tener conto del contesto in cui tutto questo avviene.
Salerno è una città che da alcuni decenni si riconosce in Vincenzo De Luca. De Luca viene percepito dalla quasi stragrande maggioranza dei salernitani come il sindaco del fare, lo “sceriffo” che tiene molto all’ordine pubblico e alla sicurezza, del miracolo del riciclo, dell’urbanistica e della cultura. Come i cittadini, anche la classe dirigente di questa città, la sua borghesia, gli intellettuali hanno, in questi anni, accompagnato il suo sindacato senza muovere grandi critiche alla sua azione; anzi, spesso, ne sono stati fiancheggiatori silenti. In tale clima, anche le redazioni dei giornali cittadini hanno fatto la “loro parte in commedia”. Molto spesso, si sono tenute lontano dal biasimarne l’opera. Ma, c’è un ma … Da un po’ di tempo le cose stanno cominciando pian piano a cambiare. Dopo il comitato contro il Crescent, Italia Nostra e il movimento de “I figli delle chiancarelle”, è di appena qualche decina di giorni fa un attacco violentissimo al sistema De Luca da parte del “Il fatto quotidiano”. Antonello Caporale, su quel giornale, ha attaccato a testa bassa il sindaco e la città omertosa. Le reazioni sono state altrettanto violente. Sulla rete la tifoseria deluchiana ha scagliato contro il giornalista vituperi, ingiurie e anatemi d’ogni specie. Caporale aveva peccato di lesa maestà. S’era reso responsabile, in quell’articolo, di aver sporcato la verginità di un uomo che continuava a dare la sua vita per cambiare radicalmente e in meglio la città portandola a risultati “straordinari”. Quell’articolo, così devastante non solo per De Luca ma anche per la città, visti i giudizi non proprio lusinghieri sulla mancanza di uno spirito critico, è stato quasi del tutto ignorato. Tranne la rete, nessun organo di stampa locale ne ha ripreso la discussione e/o il dibattito, come se fosse stato forte il “senso di colpa”. S’è messo tutto a tacere confidando nel fatto che le notizie sono tante e che come tutte anche quella nel giro di poche ore sarebbe finita nel dimenticatoio. Della serie il “manovratore” qualunque esso sia non va disturbato. Per non andare molto lontano, dopo quell’episodio mi è sembrato naturale pensare che le cose sono molto, molto preoccupanti per la tenuta democratica della nostra società. La rete, in questi casi, fa molto, ma non basta. L’informazione, come l’opinione pubblica, gli intellettuali come gli artisti, hanno reso inefficaci le loro armi da tempo; non sono più disposti, generosamente, ad assolvere al nobile compito di essere i guardiani della democrazia. In una notte sempre più buia, in un clima da “si salvi chi può”, questa diserzione non fa ben sperare. Siamo convinti che le persone devono essere giudicate dai tribunali, che si è assistito a troppi giudizi sommari sui giornali e che l’onorabilità di ciascuno è sacra fino a prova contraria; ma, a questo giusto proposito, non deve in alcun modo fare da contrappunto mettere il silenziatore all’informazione. Sottrarre notizie utili per maturare e far crescere la partecipazione delle persone che, vogliamo ricordare, non sono “sudditi” ma “cittadini”, è una grave responsabilità. Speriamo che presto si torni a una dialettica aspra ma leale e che, soprattutto, si rimetta in moto quel processo democratico che da qualche anno pesantemente si è appannato. Lo si può fare con un’informazione più libera e più coraggiosa.

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Commenti (4)

  • giovanni amatuccio

    complimenti all’autore dell’articolo Pasquale De Cristofaro

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  • liberiamo salerno

    ASSOLUTAMENTE UNO SCHIFO. SE SI RENDESSERO CONTO CHE IN CASI COME QUESTO DIVENTANO ANCHE LORO COMPLICI. IL GIORNALISMO VERO…QUELLO SINCERO, QUELLO DI SIANO E TI QUANTI HANNO DATO LA VITA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PER LA VERITA’….MA A QUALCUNO A SALERNO (FATTE LE DOVUTE ECCEZIONI) GLI PASSA MINIMAMENTE PER LA TESTA? O PENSIMO SOLO DI ACCONTENTARCI CHE QUALCHE FAMILIARE VADA A LAVORARE IN QUALCHE SOCIETA’ …CREDENDOSI FURBI? SONO SOLO SCHIFATO E SPERO CHE PRESTO TUTTI I NODI VERRANNO AL PETTINE.

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