Caso Grecia, l’Ue risarcisca i risparmiatori ‘rapinati’ dal 2010

Caso Grecia, l’Ue risarcisca i risparmiatori ‘rapinati’ dal 2010
di Sàntolo Cannavale

Greek crashNei report televisivi e negli articoli di giornali è stato cancellato dalla memoria e dalla storia il grave danno economico procurato ai possessori di titoli della Grecia. È opportuno sottolinearlo e ricordarlo, anche a costo di ripetitività.

È in gioco la validità e credibilità dell’articolo 47 della Costituzione Italiana che recita testualmente: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme;  …”
Nel 2012 i risparmiatori – centinaia di migliaia, moltissimi italiani – che possedevano titoli di Stato della Grecia denominati in euro, dalla sera alla mattina videro il loro credito abbattuto dell’80%, senza che nessuno a Roma, a Bruxelles ed a Francoforte, alzasse un dito in difesa dei cittadini europei espropriati ed abbandonati al loro destino.

Tutto questo fu pensato ed attuato con il beneplacito (o suggerimento) delle autorità centrali di Bruxelles e Francoforte. I risparmiatori cosi penalizzati avevano avuto il solo torto di pensare che investire in titoli dello Stato greco, nella valuta comune EURO, fosse sufficiente per la restituzione del risparmio così investito.
La BCE e le Istituzioni europee non hanno ancora chiesto scusa per la loro colpevole indifferenza in occasione di detta rapina della Grecia. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI), seppur tardivamente, ha ammesso le sue colpe nella gestione della crisi ellenica.

È stato un grande errore quello di fregare centinaia di migliaia di risparmiatori – moltissimi gli italiani – mettendo allora al riparo i crediti di banche ed istituzioni. Si è capito in quella circostanza il valore accordato in sede europea al risparmio privato e la propensione a proteggere i contraenti ed i cittadini più deboli.
Gli errori si pagano ed oggi viene presentato il conto della scriteriata gestione della crisi greca a partire dal 2010, con il pesante saldo da pagare a carico della comunità europea, compresi i risparmiatori rovinati nel 2012 che, in questo modo, pagheranno per la seconda volta gli errori e le scorrettezze degli altri. Alla faccia della comprensione e della solidarietà tra nazioni e popoli che dovevano caratterizzare il progetto e lo sviluppo dell’Unione europea!

Da segnalare, tra l’altro, che la perdita netta accollata nel 2012 ai possessori di titoli di Stato ellenici fu “imposta unilateralmente” come risultato della “ristrutturazione del debito greco” e non fu registrata dalle banche depositarie come “minusvalenza” compensabile con eventuali guadagni (plusvalenze) da successive operazioni in titoli.

Nel quadro degli interventi ipotizzati per risollevare la Grecia, l’Unione europea, e per essa la BCE, potrebbero farsi perdonare il malfatto e riguadagnare la fiducia compromessa, restituendo ai risparmiatori rapinati nel 2012 il maltolto, consegnando nuovi titoli di Stato per l’importo nominale corrispondente, non importa con quale scadenza, non importa con quale rendimento.

redazioneIconfronti

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